Operatrice sanitaria aggredita durante un intervento: spinta violentemente a terra da una donna che aveva allertato il 118 perché picchiata dal compagno. Una notte trascorsa al pronto soccorso e 5 giorni di cure assegnate, Daniela Atzeni lancia un appello ai suoi colleghi: “State attenti soprattutto in queste situazioni”.
Presenterà denuncia contro chi l’ha aggredita violentemente, senza motivo “perché non è giusto tutto quello che succede. Noi interveniamo per aiutare le persone e poi accade che siamo noi a finire in ospedale”.
I fatti: erano circa le 23 quando la squadra di turno della Divina Misericordia Alfa 11 è stata inviata per un intervento, per soccorrere una donna aggredita dal compagno. Arrivati sul posto si sono resi subito conto che la situazione non era delle migliori: “C’erano tre persone in evidente stato alterato, due uomini e una donna. Ho cercato di calmare quest’ultima, è salita in ambulanza e ho allertato la polizia”. Ma dopo poco la situazione è degenerata: con le forze dell’ordine presenti, la donna ha dato in escandescenza fuggendo via dal mezzo di soccorso. Ha tentato di aggredire la soccorritrice che, assieme a un agente, ha rincorso la donna. Una nuova telefonata è stata effettuata questa volta per richiedere l’intervento della Mike, “aveva bisogno di essere sedata. Non appena ha visto la dottoressa, però, si è calmata, ha parlato bene e sembrava che la situazione fosse sotto controllo sino a quando, però, si è scaraventata violentemente contro di me facendomi cadere a terra”. Atzeni era appoggiata nella macchina in quel momento, è stata presa alla sprovvista: “Ho sentito un dolore fortissimo alle costole, dopodiché non ricordo più nulla”.
Trasportata in ambulanza al pronto soccorso, per fortuna non ha riportato fratture ma la paura è stata tanta. Non è il primo episodio violento che succede ai danni degli operatori sanitari, qualche giorno fa, a bordo di un mezzo del trasporto pubblico locale, una donna, in stato alterato, si è sentita male ma all’arrivo dei soccorritori ha sputato contro loro e inferto calci.
Sanitari che si prodigano per il prossimo e che, spesso, vengono aggrediti da chi dovrebbe solo ringraziare per il lavoro importante che svolgono ogni giorno: “Non è giusto, non si può rischiare così. È bene prestare la massima attenzione soprattutto quando si interviene in aiuto di persone che manifestano uno stato alterato”.













