A tre mesi dall’avvio del nuovo regime di continuità territoriale aerea, la Regione Sardegna traccia un primo bilancio del servizio, evidenziando criticità sul fronte delle cancellazioni dei voli ma un quadro più contenuto per quanto riguarda i ritardi. L’assessorato regionale dei Trasporti sottolinea la necessità di distinguere due fenomeni spesso associati nel dibattito pubblico, ma legati a dinamiche differenti.
Sul fronte delle cancellazioni emergono problemi su alcune tratte operate da Aeroitalia, vettore che gestisce cinque delle sei rotte previste dalla continuità territoriale. Secondo il monitoraggio regionale, in tre collegamenti il numero dei voli cancellati ha già superato la soglia del 2% indicata dal decreto ministeriale come limite massimo oltre il quale scattano le penali previste dal contratto. Sulla tratta Cagliari-Linate il dato ha superato il 3%.
La normativa non autorizza la cancellazione dei voli programmati: il 2% rappresenta esclusivamente il margine di tolleranza oltre il quale vengono applicate sanzioni economiche pari a 3mila euro per ogni volo cancellato in eccedenza. La verifica definitiva sarà effettuata al termine della stagione estiva Iata, quando verrà calcolato il dato complessivo.
La Regione ha già contestato formalmente al vettore le irregolarità riscontrate, chiedendo il ripristino del servizio previsto dal decreto. “L’obiettivo della Regione non è applicare penali, ma fare in modo che i cittadini possano usufruire di tutti i voli previsti”, afferma l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca. “Le sanzioni rappresentano uno strumento di tutela del servizio pubblico, non il fine della nostra attività. Continueremo a vigilare affinché il vettore ripristini una situazione in linea con le esigenze di mobilità dei sardi”.
Tra le contestazioni già avanzate figurano anche il mancato rispetto, in alcune giornate, dell’obbligo di garantire ai passeggeri la possibilità di effettuare andata e ritorno in giornata con almeno sei ore di permanenza nella Penisola, i tempi di attesa del call center dedicato e la mancata attivazione nei tempi previsti dei voli aggiuntivi richiesti dalla Regione. Per questi aspetti sono già state avviate le procedure previste dal contratto.
Diverso il quadro relativo ai ritardi. I dati raccolti dall’assessorato mostrano che i collegamenti in continuità territoriale operati da Aeroitalia e Ita Airways registrano percentuali di ritardo inferiori rispetto ai voli in regime di libero mercato. I ritardi superiori ai 15 minuti hanno riguardato l’11,26% dei voli in partenza dalla Sardegna e il 16,97% di quelli in arrivo, percentuali che comprendono anche situazioni non direttamente imputabili ai vettori.
Le difficoltà maggiori si concentrano sul traffico nazionale, che da giugno risente dell’aumento dei passeggeri e dei limiti infrastrutturali degli scali. Per la continuità territoriale il caso più evidente riguarda Milano Linate, aeroporto caratterizzato da una forte saturazione: i ritardi sui voli in partenza dallo scalo lombardo verso Cagliari risultano quasi il doppio rispetto a quelli registrati sulla tratta inversa.
Nei primi tre mesi del nuovo servizio, solo sette voli hanno accumulato ritardi superiori alle tre ore, pari allo 0,22% del totale. Quelli oltre le due ore sono stati 29, con un’incidenza dello 0,92%.
“Comprendiamo perfettamente il disagio che anche un singolo ritardo può provocare ai passeggeri – conclude l’assessora Manca – ma il nostro dovere è distinguere tra la percezione del disservizio e l’analisi oggettiva dei dati. Dove emergono responsabilità del vettore interveniamo con fermezza, mentre sulle criticità legate a fattori esterni continuiamo comunque a monitorare la situazione”.
L’assessorato regionale dei Trasporti proseguirà il controllo attraverso i periodici comitati di monitoraggio, verificando il rispetto degli obblighi contrattuali da parte dei vettori e utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini sardi.











