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Home cagliari

Ctm, ancora autisti aggrediti: “Ora basta, intervenga il prefetto”

di adminuser
2 Settembre 2017
in cagliari, centro-storico

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di Giuseppe Camboni, Faisa Cisal

Ancora una volta dobbiamo amaramente constatare che lavorare in un Azienda di trasporto pubblico come il CTM Spa di Cagliari, comporta seri rischi quali quelli delle aggressioni. Mentre l’Azienda ritiene di difendere a spada tratta la sicurezza del servizio con ripetute contestazioni ai suoi conducenti per l’utilizzo, peraltro legale, dei telefoni cellulari seppur con l’auricolare, durante la guida, la sicurezza del personale viaggiante è continuamente compromessa dalla totale assenza negli autobus di particolari dispositivi di sicurezza passiva quali quelli della blindatura delle cabine guida.

Oggi un altro conducente ha subito le attenzioni violente di alcuni passeggeri ed è finito nella lista di chi ha dovuto lasciare il posto di guida a bordo di una autoambulanza e dover ricorrere alle cure mediche a causa delle lesioni riportate. Le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno più volte tentato di far capire all’azienda che Cagliari non è più la Città tranquilla di tanti anni fa, non è più una città che ti permette di presentarti all’utenza con una elegante apertura del tipo “nessuna barriera” tra conducente e cliente. Certo capiamo che dal punto di vista dell’immagine, dal punto di vista della vendita di biglietti a bordo, dal punto di vista di usare il conducente per divulgare spiegazioni sulle variazioni del servizio, “sigillare il conducente in una gabbia per scimmie”, come è stata definita la nostra idea da qualche zelante collega evidentemente più vicino alle visioni aziendali che a quelle del personale continuamente menato dai clienti, sia deleterio ma a mali estremi…

L’Azienda ha più volte richiamato l’operato di altre aziende per giustificare l’imposizione di molte scelte, per esempio proprio il provvedimento sull’utilizzo dei telefoni con auricolare a bordo, ma omette di usare come esempio tutte quelle aziende che hanno già applicato sistemi di difesa passiva dei conducenti. Siamo certi che chiunque potrebbe verificare che le cabine di aziende come quelle in Campania o Toscana solo per citarne qualcuna, proteggono il conducente quasi in modo integrale mettendo così la categoria in condizioni di poter andare a lavorare senza la paura del reale rischio di finire in ospedale prima della fine della giornata. La nota ha già sollevato in tempi meno sospetti il problema e ha anche proposto delle soluzioni. Tra queste riteniamo valutabile pure l’ausilio di una pattuglia di un istituto di vigilanza per un pronto intervento ad integrazione del sistema di emergenza su coordinamento della stessa sala A.V.M. . Tali richieste sono a tutt’oggi ignorate e il Pronto Soccorso ha aggiunto un nuovo nome alla lista dei dipendenti CTM selvaggiamente picchiati dall’ennesimo folle tra i passeggeri. Ora ci viene spontanea una domanda: a che punto si deve arrivare per far si che questo non accada più? Se non è sufficiente una faccia spaccata, costole e tendini rotti, come è successo in passato, cosa deve accadere perché l’Azienda agisca con più efficacia a tutela dei propri dipendenti?

Tags: CagliariCtm
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