C’era una volta il vecchio Sant’Elia, un gigante di cemento che nel settembre del 1970 apriva le sue porte per la prima volta, proiettando Cagliari e la Sardegna intera nel calcio che conta. Un’epoca d’oro racchiusa in uno scatto in bianco e nero condiviso sui social da Ada Lai, figlia dell’allora sindaco Lino Lai. La foto, originariamente pubblicata dalla pagina “Cagliari tra passato e presente”, ritrae l’inaugurazione ufficiale dell’impianto proprio in quel magico autunno post-scudetto, alla presenza del primo cittadino e del presidente del primo Cagliari Club Marius.
«Il Sant’Elia, un grande stadio, una grande “visione” della città… peccato», scrive Ada Lai ricordando con affetto e un pizzico di nostalgia la figura del padre Lino, avvocato, sindaco e poi Senatore della Repubblica. Un uomo che, insieme ai sognatori di quel tempo, aveva visto lungo, regalando ai tifosi rossoblù un palcoscenico degno dei campioni d’Italia guidati da Gigi Riva.
Oggi quel gigante è un guscio silenzioso, superato dal tempo ma mai dimenticato. Il presente del Cagliari si chiama Unipol Domus, una casa temporanea che ha saputo accogliere la passione della tifoseria, ma la città aspetta da anni la svolta definitiva per riavere un impianto moderno, polifunzionale e all’altezza delle grandi capitali europee del calcio.
La lunga attesa, però, sembra finalmente arrivata al bivio decisivo. I fari sono tutti puntati sul prossimo 15 settembre, data in cui dovrebbe essere ufficialmente pubblicato il bando di gara per la costruzione del nuovo stadio. Se la macchina burocratica e i passaggi tecnici rispetteranno la tabella di marcia, il via ufficiale ai cantieri e l’inizio dei lavori è previsto entro la primavera del 2027.
Sarà l’alba di una nuova era. Il legame indissolubile tra il passato glorioso firmato da Lino Lai e il futuro tecnologico della nuova Arena sta per compiersi, restituendo a Cagliari non solo uno stadio, ma un nuovo pezzo di cuore e di identità.













