Quello che sta accadendo nella colonia di Costa Rei non è più un episodio isolato, ma una strage annunciata.
Due gatti sono stati ritrovati morti, strangolati con un cappio al collo. Un terzo, Mirto, è stato salvato in extremis con lo stesso cappio stretto intorno al collo. Da qualche giorno, altre tre gatte sono sparite nel nulla. Il timore di chi se ne prende cura è che abbiano fatto la stessa, brutta fine.
A lanciare l’allarme è Sonia Casula, nota per la pagina social “Le Avventure della banda dei monelli e dei vagabondi”, che da anni recupera animali feriti nel Sud Sardegna.
Sonia conosce già questo copione: tra i tanti animali salvati c’era Micia Divina, morta il 6 gennaio di quest’anno, che nove anni fa aveva raccolto proprio con un cappio al collo. Lesioni devastanti, muscolatura del collo distrutta, più interventi e un innesto per salvarle la vita. La stessa sorte è toccata a Mirto, ora in salvo, ma che poteva essere la quarta vittima.
Nell’area vive un nucleo di circa 25 gatti, tra adulti e cuccioli, in fase di censimento. Il bilancio, in pochi giorni, è già pesantissimo: 2 morti accertate, 3 scomparse, 1 salvato.
Quello che viene definito “malcontento di qualche residente” ha superato da tempo il limite della convivenza ed è entrato nel penale.
I fatti di Costa Rei configurano reati gravissimi, puniti dal Titolo IX-bis del Codice Penale, inaspriti dalla Legge Brambilla (L. 6 giugno 2025, n. 82) in vigore dal 1° luglio 2025:
Art. 544-bis – Uccisione di animali: reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. Se il fatto è commesso con sevizie o prolungando volutamente le sofferenze dell’animale: reclusione da 1 a 4 anni e multa da 10.000 a 60.000 euro.
Art. 544-ter – Maltrattamento di animali: reclusione da 6 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale.
Previste anche le aggravanti introdotte dal nuovo art. 544-septies: pena aumentata se i fatti sono commessi alla presenza di minori, nei confronti di più animali, o se l’autore diffonde immagini o video del fatto online.
Non c’è più tempo: è di fondamentale importanza l’intervento immediato del Comune e della ASL per la messa in sicurezza della colonia, con l’assegnazione urgente di un terreno per creare un’oasi felina protetta e recintata con un programma di sterilizzazione.
Chi ha visto o sa qualcosa denunci. Le segnalazioni possono essere fatte, mantenendo l’anonimato, ai Carabinieri, alla Polizia Locale o tramite le associazioni.
Uccidere gatti con un cappio non è risolvere un problema di randagismo. È crudeltà e, per la legge italiana, è un crimine.













