Francesca Ghirra, nuovo cambio di casacca: si candida a deputata col Pd, “con Avs troppi sgarri”.Francesca Ghirra abbandona Avs (con cui è stata eletta e che rappresenta in Parlamento) e insieme a Zedda abbraccia la Schlein: “Il Pd è finalmente tornato a sinistra”. E Zedda spera nella ricandidatura a sindaco col partito di Comandini che continua a cedere le poltrone migliori. Dopo la conferenza di sabato, la conferma di Francesca Ghirra a Casteddu Online: “Dopo anni di sgarri e interlocuzioni con Avs che vanno a vuoto, il congresso dei Progressisti aveva definito già a dicembre scorso il patto federativo col Pd. Stiamo solo completando il puzzle. Noi rimaniamo sempre noi, il Pd è decisamente più a sinistra di una volta”.
Restano sul campo alcune considerazioni politiche. Naufragata l’esperienza di Sel e dei cosiddetti “circoli delle pizzette”, erano nati i Progressisti guidati dal sindaco Zedda, che in 25 anni di militanza politica si era rifiutato di aderire al Pd. Ora anche i Progressisti battono in ritirata e confluiscono nel Pd che molti loro esponenti avevano sempre criticato. A meno di exploit di Avs, di fatto in città gli esponenti della vera sinistra hanno cambiato maglia. Scelta del tutto legittima, che porterà alle primarie un bel bacino di voti alla Schlein. Francesca Ghirra, che è funzionaria regionale da anni in aspettativa, sarà l’unica candidata al Parlamento del gruppo di Zedda, ma con il Pd. Nel suo curriculum il grande neo della clamorosa sconfitta con Paolo Truzzu al primo turno da candidata sindaca, che avvenne per il malcontento dei cittadini sul nuovo appalto di rifiuti voluto da Zedda, che fece infuriare gli abitanti. Zedda poi riabilitato dai disastrosi cinque anni di Truzzu e rieletto a furor di popolo, ma che sembra avere interrotto la luna di miele in una Cagliari che gli abitanti definiscono sempre più sporca e alle prese con l’emergenza criminalità, che non è più soltanto una percezione. La Ghirra è ricordata come presidente della commissione Cultura anche per la nascita dell’Arena Eventi di Sant’Elia, poi smantellata dal Comune che non la ritenne un’area idonea per i concerti lasciando la città senza spazi dove ospitare i cantanti, finendo esclusa dai tour di tutti i big nazionali della musica. E nel 2016 venne nominata da Zedda assessora all’Urbanistica.
Poi nel 2022, appena quattro anni fa iil matrimonio con Avs e la grande elezione in Parlamento, matrimonio che adesso termina di colpo nonostante la Ghirra rappresenti ancora Avs. Ricapitolando: il Pd si ritrova quasi per caso come suoi esponenti il sindaco Zedda, la Ghirra, il brillante assessore all’Agricoltura Francesco Agus e probabilmente altri politici di spicco come Matteo Massa, conosciuto soprattutto per avere riportato in città il diritto dei bivacchi e le elemosine, facendo abolire i divieti voluti da Truzzu. Il partito di Comandini continua ad essere generoso: dopo avere eletto come governatrice la pentastellata Alessandra Todde, ingloba gli ex Sel e in fondo sembrano guadagnarci un po’ tutti. La Ghirra malgrado la giravolta avrà un posto sicuro in Parlamento, Zedda nonostante il malcontento popolare sarà ricandidato a sindaco e il Pd originario resterà ancora alla finestra, seppure con altre dorate poltrone. E continua a governare grazie alla chiara debolezza del centrodestra, soprattutto in consiglio comunale a Cagliari. C’era una volta Sel, i pugni chiusi ora vanno coi moderati dem. Che farà la vera sinistra cagliaritana? Avs, che ha un 6 per cento nei sondaggi nazionali, difficilmente starà a guardare. Saluti e baci al sogno dei Progressisti.










