Il passaporto italiano occupa il settimo posto nella graduatoria mondiale del 2026, con un punteggio di mobilità di 173 e un accesso agevolato all’87,4% delle destinazioni considerate. Secondo la classifica del passaporto italiano di Passport Reports, che elabora e pubblica rapporti sui passaporti di 199 Paesi in 34 lingue, l’Italia è anche ottava fra i 47 Paesi europei presenti nella graduatoria continentale.
Le 173 destinazioni conteggiate nel punteggio di mobilità comprendono 120 mete raggiungibili senza visto, 42 con visto all’arrivo o altre modalità di ingresso semplificate e 11 che richiedono un’autorizzazione elettronica di viaggio. Per altre 25 destinazioni il rapporto indica la necessità di un visto. Le quote sul totale delle destinazioni analizzate sono rispettivamente pari al 60,6%, al 21,2%, al 5,6% e al 12,6%.
Le differenze tra le aree geografiche
In Europa il rapporto registra una copertura del 100% delle destinazioni considerate: 44 accessibili senza visto, il Regno Unito con autorizzazione elettronica di viaggio e la Russia nella categoria delle procedure semplificate, con disponibilità di visto elettronico indicata nei dati. Per l’America meridionale la copertura è ancora del 100%, con 12 destinazioni su 12 classificate senza visto.
L’intera area dei Paesi del Golfo risulta accessibile secondo le categorie del rapporto: gli Emirati Arabi Uniti rientrano nell’ingresso senza visto, mentre Bahrein, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita e Oman compaiono nella categoria del visto all’arrivo o delle procedure semplificate. Nell’America settentrionale l’accesso complessivo è del 100%, ripartito fra 19 destinazioni senza visto, tre con autorizzazione elettronica di viaggio e una con procedura semplificata. Le classificazioni geografiche possono sovrapporsi e i loro totali non vanno sommati.
Per l’Asia la percentuale di accesso è dell’82,0%: 23 destinazioni senza visto, 16 con visto all’arrivo o altre modalità semplificate, due con autorizzazione elettronica di viaggio e nove per le quali è richiesto il visto. In Africa l’accesso complessivo si attesta al 72,2%, con 13 destinazioni senza visto, 22 nella categoria delle procedure semplificate, quattro con autorizzazione elettronica di viaggio e 15 soggette a visto. L’Oceania raggiunge il 92,9% di copertura, con una sola destinazione nella categoria che richiede il visto.
Autorizzazioni, registrazioni e permanenze
Fra i mercati di viaggio più rilevanti, Stati Uniti e Canada sono classificati fra le destinazioni per le quali ai titolari di passaporto italiano è richiesta un’autorizzazione elettronica di viaggio; il soggiorno indicato è rispettivamente di 90 e 180 giorni. Nella stessa categoria figura il Regno Unito, con 180 giorni, mentre per la Nuova Zelanda il limite riportato è di 90 giorni.
Le formalità variano anche nei Paesi collocati nelle categorie di ingresso più accessibili. Il rapporto associa a Singapore e Malesia una carta di arrivo e una permanenza di 90 giorni, mentre per la Thailandia indica una carta di arrivo e 30 giorni. Per Cabo Verde è riportata la procedura EASE con una permanenza di 30 giorni; le Seychelles sono associate a una registrazione turistica di 90 giorni e la Costa d’Avorio a una preregistrazione di 90 giorni.
Alcuni casi chiariscono perché la categoria delle procedure semplificate non possa essere ridotta al solo visto rilasciato alla frontiera. L’Australia è classificata con procedura eVisitor e permanenza di 90 giorni, la Papua Nuova Guinea con procedura eVisitor e 60 giorni. Per India, Egitto e Arabia Saudita è inoltre segnalata la disponibilità di un visto elettronico, con permanenze riportate rispettivamente di 30, 30 e 90 giorni.
Le classifiche per gruppi e le condizioni per entrare in Italia
Nel confronto per gruppi di Paesi, l’Italia è terza fra i sette membri del G7 e terza fra i 19 Paesi conteggiati nella graduatoria del G20. È ottava su 29 nelle classifiche dei Paesi Schengen, ottava su 38 tra gli Stati OCSE e undicesima su 159 tra i Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio. In un altro confronto, quello tra i quattro Paesi in cui l’italiano è lingua ufficiale, occupa la prima posizione.
La graduatoria relativa all’accoglienza dei passaporti stranieri considera invece la facilità di accesso verso l’Italia, non la possibilità per i cittadini italiani di recarsi all’estero: in questa classifica l’Italia è 92ª su 199 Paesi. Anche i requisiti di visto per entrare in Italia riguardano i titolari di documenti di viaggio stranieri e rappresentano quindi una direzione opposta rispetto all’indice del passaporto italiano.
Nell’analisi di reciprocità, Passport Reports non individua casi in cui un Paese benefici di ingresso agevolato verso l’Italia e richieda al tempo stesso un visto ai viaggiatori italiani. Il rapporto elenca invece, fra gli esempi di condizione inversa, Cina, India, Turchia e Arabia Saudita: secondo la classificazione presentata, i loro cittadini richiedono un visto per entrare in Italia, mentre i titolari di passaporto italiano rientrano nelle categorie di ingresso agevolato verso quei Paesi. Il dato descrive requisiti distinti nelle due direzioni, senza indicarne le cause.
Nella cronologia delle modifiche pubblicate il 20 settembre 2026 compare il passaggio dell’Italia dal nono al settimo posto della classifica globale. Una voce separata della stessa data segnala per il Laos il passaggio dalla richiesta di visto prima del viaggio alla categoria del visto all’arrivo. La cronologia distingue così la variazione della posizione generale dall’aggiornamento di una specifica destinazione.
Le classifiche dei passaporti possono presentare risultati differenti quando gli indici includono tipologie di accesso diverse, classificano in modo non identico le procedure di ingresso oppure applicano criteri e priorità differenti per risolvere i pareggi. Nel metodo dichiarato da Passport Reports, gli stessi parametri predeterminati e misurabili sono applicati a tutti i passaporti: si considera anzitutto il punteggio di mobilità, ottenuto sommando le destinazioni raggiungibili senza visto, quelle accessibili con visto all’arrivo o con procedure semplificate della medesima categoria e quelle che richiedono un’autorizzazione elettronica di viaggio. In caso di parità del punteggio si confrontano, nell’ordine, il numero delle destinazioni senza visto, quello delle autorizzazioni elettroniche di viaggio e infine quello delle destinazioni con visto all’arrivo o modalità equivalenti; se anche questi valori coincidono, i passaporti condividono la medesima posizione. L’uniformità dei criteri, la sequenza di confronto esplicitata e il trattamento uguale dei pareggi sono gli elementi con cui il metodo rende verificabile e trasparente la graduatoria.










