La morte di Lorena Isceri, la 45enne toscana uccisa dall’ex Federico Vella è un turbinio di dolore e disperazione che lascia senza fiato. Non solo perché una giovane donna non c’è più e il suo assassino se ne è andato con lei, ma per la modalità e i dettagli che emergono dagli ultimi prima della fine.
Lorena, come risaputo, è stata prima tramortita nel garage di casa e poi nascosta nel bagagliaio dell’auto di Vella, diretti verso il viadotto lungo la A1 dove è accaduta la tragedia.
Terrorizzata, Lorena non perde il controllo e riesce anche a chiamare il 112, fornendo dettagli utile affinché possa essere rintracciata. “Sono stata rapita, aiutatemi”, spiega all’operatrice dall’altra parte del telefono. “Il mio ex compagno mi ha picchiata e messa nel bagagliaio della macchina”.
Come riportato da Corriere e Repubblica, da quella drammatica ultima telefonata emerge qualcosa di ancora più tragico. Lorena tenta in tutti i modi di calmare Vella, e pur di salvarsi gli dice che sì, possono tornare insieme.
“Federico, calmati, ti amo. Possiamo tornare insieme”, gli dice. Parole che, alla luce di quanto accaduto, fanno ancora più male. L’epilogo della storia purtroppo non è cambiato e Vella porta a termine ciò che voleva: uccide Lorena, buttandola giù da un viadotto di 40 metri a Barberino di Mugello sulla Panoramica A1. Inutile da parte delle forze dell’ordine di evitare che anche lui si lanciasse nel vuoto: 40 minuti di pura disperazione, terminati con la morte di entrambi.
Domani saranno effettuate le autopsie, anche per chiarire se Lorena ha subito violenza prima di cadere dal viadotto e l’eventuale assunzione di psicofarmaci da parte di Vella.












