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L’invenzione dei santi martiri in Sardegna: convegno a Gesico

di Redazione Cagliari Online
11 Ottobre 2019
in cultura, sardegna

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L’invenzione dei santi martiri in Sardegna: convegno a Gesico

“Nessuna sagra della lumaca a Gesico è stata mai uguale all’altra e in questa, la XXVII edizione, ci sarà molto spazio per la cultura e i convegni di studio”. A dirlo è Carlo Carta il presidente della Pro loco di Gesico. “Quest’anno la manifestazione, che si svolge come da tradizione durante l’importante festa di Sant’Amatore (398ma edizione), si apre con una due giorni di dibattiti e studi (12 e 13 ottobre) dedicati a L’invenzione dei santi martiri tra Africa, Sardegna e Catalogna. Si parlerà di questo fenomeno – ha proseguito il presidente Carta – che ha coinvolto diverse terre, accomunandole -nei secoli a seguire- nei riti e in tanti dettagli della festa. Non dimentichiamo come il culto dei santi abbia infatti unito culture apparentemente diverse, e ancora abbia notevolmente influito e inciso sullo sviluppo dei paesi della Sardegna come di altre nazioni”.

L’invenzione dei santi martiri. Gesico sarà la sede del seminario di Studi proponendosi come Comune capofila di questa nuova frontiera di ricerca, forte della ricchezza della chiesa di Sant’Amatore e del suo patrimonio di testimonianze storiche, archeologiche ed epigrafiche.

La vicenda delle “invenzioni dei Santi Martiri” è stata colta quale occasione di confronto sul tema dello sviluppo della religiosità popolare e del culto dei santi nell’isola: Amatore, Sperate, Bertorio, Liberato, Antioco, come strumento di identità delle comunità della Trexenta, del Sarcidano, del Campidano di Cagliari e del Sulcis, in un convergere di culture dall’età antica all’età moderna fra Sardegna, Africa, Catalogna: sullo sfondo il tema dell’accoglienza e delle migrazioni di uomini, culti e tradizioni.

La disputa religiosa per il primato della Diocesi. Fu una vera e propria guerra di santi martiri quella combattuta in Sardegna tra Cagliari e Sassari, con l’unico obiettivo di stabilire la supremazia e la maggiore antichità di una delle due sedi arcivescovili. Furono avviati veri e propri scavi, a Cagliari presso San Saturnino, San Lucifero, l’area della cosiddetta Chiesa dei SS. Mauro e Lello e in altri contesti come ad esempio nel quartiere della Marina, Buoncammino, Santa Restituta. Sull’altro versante l’arcidiocesi di Sassari richiamava le sue origini dalla nobile colonia cesariana di Turris Libisonis: l’arcivescovo turritano promosse scavi a Porto Torres presso la Basilica di San Gavino.

Il rinvenimento dei corpi dei santi. I risultati delle indagini archeologiche e i relativi rinvenimenti di “corpi di santi” furono numerosi in tutta l’isola, perfino nelle diocesi più piccole e i titoli epigrafici, che conservavano i nomi dei defunti furono allora devotamente raccolti e poi documentati da autori secenteschi di estrazione ecclesiastica come gli arcivescovi di Cagliari e Sassari Francisco d’Esquivel e Gavino Manca de Cedrelles, il frate Serafino Esquirro e da giuristi, Francesco Carmona e Dionisio Bonfant.

L’officina dei santi. Fu una vera e propria “fabbrica di produzione e consumo di santi”. Gli studi odierni hanno messo in luce come, nella maggior parte dei casi, vennero innalzati agli onori di santi e martiri resti di uomini, attraverso forzati fraintendimenti delle sigle e abbreviazioni delle epigrafi pagane – un caso fra tutti, b(ene) m(erenti) interpretato come b(eatus) m(artyr). In realtà furono uomini e donne vissuti in un periodo storico diverso da quello della diffusione del cristianesimo, ancora inseriti in un orizzonte di paganesimo.

Dunque, un esiste ancora molto materiale da studiare con attenzione, che tanto può ancora dirci sulla Sardegna antica.

Per esempio, la vicenda del vescovo africano Amatus, dei diaconi Amatellus e Ferdinandus, delle iscrizioni tramandate dalla tradizione secentesca, del viaggio delle iscrizioni dei “martiri bambini”, Iesmundus, Victoria e Floris verso la Catalogna, a Vilassar de Dalt, fanno di questo centro dell’Alta Trexenta un esempio di come la storia locale costituisca il nutrimento per le grandi correnti storiche, per la ricostruzione dei quadri complessivi e generali, per le interpretazioni in chiave di politica religiosa, alla ricerca di un prestigioso passato.

Tags: gesicosanti martiri
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