Dopo l’esposto ai Nas e 23 aggressioni al personale in otto mesi, l’Usb chiede tempi certi per il trasferimento del servizio e il rafforzamento degli organici. Gianfranco Angioni: «Basta promesse, le famiglie non possono continuare ad aspettare».
La vicenda della Neuropsichiatria Infantile del Microcitemico arriva al tavolo istituzionale con la Direzione generale e l’assessorato regionale alla Sanità. Al centro del confronto c’è il trasferimento del servizio alla Asl di Cagliari, richiesto da mesi dall’Unione sindacale di base (Usb), che torna a denunciare le criticità organizzative e le condizioni in cui operano i lavoratori.
A intervenire è Gianfranco Angioni, referente regionale di Usb Pubblico Impiego – Sanità, che dopo le numerose segnalazioni e l’esposto presentato ai Nas chiede ora impegni concreti, una sede individuata e una data certa per il trasferimento.
«Non siamo disposti ad accettare l’ennesimo giro di parole. Vogliamo una decisione, una sede individuata e una data certa. Le famiglie non possono continuare ad aspettare e i lavoratori non possono essere lasciati in queste condizioni», afferma Angioni.
Il sindacato torna anche sull’esposto presentato ai Nas per chiedere verifiche sulle problematiche segnalate nella struttura. Secondo quanto riferito da Usb, dopo l’intervento dei militari sarebbero state richieste specifiche relazioni sugli aspetti oggetto della denuncia. Il sindacato attende ora gli esiti degli accertamenti.
A preoccupare è anche il dato sulle aggressioni: secondo Usb, sarebbero state 23 quelle registrate ai danni del personale nell’arco di appena otto mesi. «Non è accettabile che gli operatori sanitari debbano andare al lavoro con il rischio di subire violenze», sottolinea Angioni, chiedendo interventi immediati per garantire maggiore sicurezza.
Un altro nodo riguarda gli organici. La Direzione generale avrebbe fornito garanzie sul loro potenziamento, ma per il sindacato gli impegni devono tradursi in assunzioni e assegnazioni effettive. Anche il nuovo assetto sanitario, con il rientro del Microcitemico nell’Arnas Brotzu dal primo gennaio 2026, non deve diventare, secondo Usb, un motivo per rinviare ulteriormente le soluzioni.
L’appello è rivolto alla Regione, all’assessorato alla Sanità, alla Direzione generale, alla Asl di Cagliari e all’Arnas Brotzu. Angioni chiede che il tavolo produca un percorso operativo, con impegni scritti e scadenze verificabili, evitando che le diverse amministrazioni si rimpallino le responsabilità.
«Qui non è in gioco una rivendicazione di bandiera. Ci sono bambini e adolescenti che hanno diritto a un’assistenza adeguata, famiglie che meritano rispetto e lavoratori che non possono continuare a pagare il prezzo di scelte organizzative inadeguate», conclude il referente Usb, annunciando che il sindacato continuerà a seguire la vicenda e a denunciare eventuali ritardi.













