“Ecco come hanno ridotto mio figlio”. Con queste parole una signora di Casoria, in provincia di Napoli, racconta ciò che lei è suo figlio hanno subito. Tutto nasce da un posto disabili che la signora ha riservato da 10 anni per l’altro suo figlio. Trovandolo occupato la signora ha fatto notare il disguido, ma la vicenda è degenerata in pochi istanti. La vicenda è stata raccontata dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, alla quale la signora si è rivolta.
“In tantissimi in queste ore mi state scrivendo e mi state chiedendo: “Ma hai denunciato?”
Certo che ho denunciato!Potevo mai stare in silenzio davanti a uno schifo del genere? Guardate la faccia di mio figlio. Guardate come lo hanno ridotto. Guardate cosa sono stati capaci di fare.
Tutto questo è successo solo perché ho preteso il rispetto di un diritto sacrosanto”, scrive la donna scossa dall’accaduto.
“Delle persone del terzo piano– vicini di casa che ci conoscono da ben 14 anni –hanno abusivamente occupato lo stallo riservato e numerato di mio figlio (l’altro mio figlio, un ragazzo disabile che vive attaccato ai macchinari).
Quando ho chiesto civilmente di spostare l’auto, mi è stato risposto con un’arroganza e una strafottenza disarmanti: “Anche mio padre è disabile, ho diritto di stare qui anche io”. No, non hai nessun diritto di occupare uno stallo personale e numerato, anche se la targa identificativa era stata staccata…era stata attaccata con lo scotch dai vigili urbani , è veniva sempre staccata .
Nel momento in cui ho preso il telefono per fotografare la targa e segnalare questo sopruso all’Onorevole Francesco Emilio Borrelli, si è scatenato l’inferno.
Mio figlio è stato ridotto così per avermi fatto da scudo, quel casco era rivolto a me .
È stato Trasportato in ambulanza dal 118 all’ospedale di Frattamaggiore.
È rimasto tutta la notte sotto osservazione.
La mattina successiva è stato portato all’ospedale di Pozzuoli per una consulenza otorino.La situazione attuale: Gli è stato applicato un tutore nasale. Ora siamo in attesa del prossimo controllo, con la speranza e la preghiera che non debba essere operato.
UNO SCHIFO E UNA VERGOGNA.
Sono intervenuti i Carabinieri è il PM.Andremo fino in fondo, la giustizia farà il suo corso e nessuno farà un passo indietro”.
“Ma la cosa che mi fa più ribrezzo è l’ipocrisia”,scrive con amarezza. “Parliamo di gente che si definisce “per bene”, persone che incrociamo sul pianerottolo da 14 anni.Sanno benissimo che in casa nostra c’è un ragazzo che vive attaccato alle macchine per vivere.Sanno benissimo i sacrifici e il dolore che affrontiamo ogni giorno.”












