Non è l’unico episodio: a Castiadas picchi di 48 gradi, agricoltori e apicoltori in ginocchio, hanno perso il frutto del loro lavoro.
ARPAS ha comunicato che nel territorio di Uta, in ben tre stazioni, sono stati superati i 47 °C. In una di esse, quella di Santa Lucia all’ingresso del parco del Gutturu Mannu, si sono registrati 47,8 °C. “Il risultato è ciò che può accadere a una famiglia di api quando viene investita da un’ondata di calore estrema” spiega Davide M.
“Le api, seguendo il loro istinto, sono uscite dall’arnia per ventilare e cercare di mantenere costante la temperatura interna. Questa volta, però, non è bastato. Il calore è stato così intenso da provocarne la morte”.
“Il territorio soffre. Le terre lasciate nude e secche raggiungono temperature molto elevate, mentre i suoli coperti da vegetazione e adeguatamente irrigati possono contribuire a contenere il surriscaldamento”.
Per l’apicoltore, “se vogliamo mitigare queste ondate di calore dobbiamo investire nel territorio: sostenere gli agricoltori affinché possano coltivare e irrigare i terreni oggi abbandonati, piantare alberi invece di abbatterli indiscriminatamente e restituire verde ai nostri paesaggi.
Mi rivolgo all’assessore regionale Francesco AgusAgus, con il quale mesi fa ho avuto modo di confrontarmi. Assessore, i tempi stringono. È il momento di alleggerire la burocrazia e dare risposte concrete e rapide. In gioco non c’è soltanto il futuro dell’agricoltura, ma anche quello degli impollinatori e, di conseguenza, della nostra stessa sopravvivenza.
Le api ci stanno lanciando un segnale. Sta a noi decidere se ascoltarlo o continuare a ignorarlo”.
Dura la testimonianza di Eugenio Murgioni, sindaco di Castiadas:
“Ho ricevuto diversi telefonate da imprenditori agricoli del nostro territorio, rappresentanti in particolare dei settori vitivinicolo e apistico, che mi hanno segnalato la gravissima situazione causata dall’eccezionale ondata di calore che ha colpito Castiadas.
Le temperature registrate nella giornata di ieri 17 luglio, con picchi che hanno raggiunto i 48°C, hanno provocato danni ingentissimi alle aziende agricole.
Tra le situazioni più drammatiche vi è quella della famiglia Antonello Murru e Marina Pisanu, titolari della rinomata azienda Apicoltura Sa Domu de S’Abi di Castiadas, che nella giornata di ieri ha visto morire l’intero patrimonio apistico a causa delle temperature estreme. Una perdita enorme, sia dal punto di vista economico che umano, che colpisce un’azienda simbolo del nostro territorio.
Anche numerosi viticoltori hanno segnalato gravissimi danni ai vigneti, duramente compromessi dal caldo torrido che ha interessato il nostro Comune.
Di fronte a questa emergenza, nella giornata di lunedì sarà avviata la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale per i danni causati dalle eccezionali alte temperature”.
Il sindaco rivolge un appello a tutti i coltivatori diretti, imprenditori agricoli e allevatori che hanno subito danni affinché provvedano a segnalarli tempestivamente agli uffici del Comune di Castiadas e agli uffici di LAORE, così da consentire una puntuale ricognizione delle perdite e sostenere la richiesta degli interventi necessari.
“Esprimo la mia più sincera vicinanza a tutte le aziende colpite. Sono profondamente dispiaciuto per quanto accaduto. Purtroppo, gli effetti dei cambiamenti climatici ci dimostrano che eventi estremi come questo potrebbero diventare sempre più frequenti.
Per questo motivo è indispensabile che la Regione Autonoma della Sardegna, i Consorzi di Bonifica, le Associazioni di categoria e le Amministrazioni locali avviino un confronto concreto e immediato per individuare soluzioni strutturali, prima che sia troppo tardi.
Tra le priorità vi è senza dubbio la realizzazione e il completamento delle reti di irrigazione nelle aree agricole, infrastrutture ormai indispensabili per garantire la sopravvivenza delle nostre aziende e tutelare un comparto che rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia di Castiadas e dell’intero territorio.
Come Amministrazione comunale saremo al fianco degli imprenditori agricoli in ogni fase, affinché nessuno venga lasciato solo ad affrontare le conseguenze di questa grave emergenza”.












