Poetto di Quartu, la movida dei minorenni e il silenzio che preoccupa Da tanti anni ormai il Poetto di Quartu Sant’Elena è uno dei principali punti di ritrovo dell’estate per migliaia di giovani e famiglie. Ogni sera il lungomare si anima di persone che scelgono la spiaggia e la passeggiata per trascorrere qualche ora in compagnia. Accanto alla movida, però, emerge un fenomeno che suscita crescente preoccupazione tra cittadini e residenti. Tra i parcheggi, i muretti della passeggiata e le aree pubbliche è sempre più frequente vedere gruppi di ragazzi, spesso minorenni, che si ritrovano per ore consumando bevande alcoliche. Una scena che, secondo molti frequentatori del litorale, si ripete con regolarità durante i fine settimana e che pone un interrogativo inevitabile: possibile che tutto questo avvenga davanti agli occhi di tutti senza un’azione più incisiva di prevenzione e controllo? L’abuso di alcol tra gli adolescenti non è una semplice bravata. I rischi per la salute, gli incidenti, le alterazioni del comportamento e le possibili conseguenze sulla sicurezza rendono il fenomeno un tema che riguarda l’intera comunità. Le famiglie rappresentano il primo punto di riferimento educativo e hanno il compito di conoscere le frequentazioni e le abitudini dei propri figli. Ma la prevenzione non può ricadere esclusivamente sui genitori. Anche le istituzioni sono chiamate a fare la loro parte. Il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) attribuisce al Sindaco specifiche competenze in materia di sicurezza urbana, consentendogli di adottare ordinanze e misure per prevenire situazioni che possano compromettere l’incolumità pubblica. Inoltre, la Legge n. 125 del 2001 vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, prevedendo sanzioni per chi non rispetta il divieto. È vero che non sempre l’alcol viene acquistato direttamente dai minorenni, ma proprio per questo è necessario intensificare i controlli, rafforzare le campagne di sensibilizzazione e promuovere una collaborazione concreta tra Comune, Polizia Locale, forze dell’ordine, scuole, esercenti e famiglie. Quando vengono individuati ragazzi minorenni in situazioni di evidente rischio legate al consumo di alcol, è legittimo chiedersi se non sia opportuno coinvolgere tempestivamente anche i genitori, affinché possano intervenire e svolgere il proprio ruolo educativo. Allo stesso tempo, il Comune potrebbe promuovere iniziative di prevenzione, incontri con le famiglie e una presenza più costante sul territorio durante le serate più frequentate. Il Poetto deve continuare a essere un luogo di incontro, di socialità e di divertimento sano, non uno spazio dove il consumo di alcol tra adolescenti diventi un’abitudine tollerata. Ignorare il problema significa lasciare che cresca nell’indifferenza. Questo non vuole essere un atto d’accusa, ma un invito alla responsabilità collettiva. Perché tutelare i nostri giovani significa proteggere il futuro della nostra comunità. E il silenzio, davanti a un fenomeno tanto evidente, non può essere la risposta.













