Le tradizioni si scontrano con chi, assistendo alla festa in onore di San Giovanni, ha notato i cavalli, addobbati in quasi tutto il corpo, soffrire per il gran caldo e la fatica di dover sfilare trasportando carri con numerose persone a bordo.
“Sbavano e stavano impazzendo” e “ho visto anch’io verso le 15, per fortuna nell’altro senso di marcia, la fila dei veicoli intrappolati arrivava da Margine Rosso a Flumini. Niente da un punto di vista culturale o folkcloristico, con persone per lo più in sovrappeso e cavalli addobbati sull’orlo del collasso” si legge tra i tanti commenti espressi nel gruppo Facebook dedicato alla città.
Tra le proposte per tutelare gli animali c’è quella di rispettare le tradizioni senza utilizzare i cavalli bensì i mezzi agricoli, soprattutto in giornate calde come queste, caratterizzate da bollini rossi per ondate roventi, anomale.
“I cavalli non sono indispensabili se le condizioni climatiche non sono compatibili con il loro benessere e tantomeno sono indispensabili spari e botti a tutte le ore. Ma lo vogliono capire che a Quartu abita anche una marea di gente che paga le tasse e vota? E’ roba davvero ridicola nel 2026”.
E tra i più agguerriti c’è chi chiama in causa Enrico Rizzi, l’attivista degli animali, per fermare l’uso dei cavalli in nome della tradizione.












