Sarroch, chiuse le indagini sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento SARLUX, la Procura di Cagliari indaga su quattro persone: accuse pesantissime, dagli scarichi di reflui e idrocarburi direttamente in mare alla contaminazione di mare, sedimenti, terreno e falde con idrocarburi, piombo, cadmio, benzene e altre sostanze pericolose.
I destinatari dell’avviso sono Vincenzo Greco, Settimio Guarrata, Francesco Lion e Walter Cocco. Alla SARLUX viene inoltre contestato l’illecito amministrativo previsto dal D.Lgs. 231/2001.
Ennesimo capitolo per la vicenda che interessa il polo industriale, questa volta le accuse riguardano le torce utilizzate, secondo la Procura, come sistema ordinario per smaltire gas di processo e prodotti dell’incenerimento di rifiuti pericolosi, emissioni di acido solfidrico e odori che sarebbero stati semplicemente mascherati; perdite dagli impianti consapevoli e non riparate tempestivamente. Il Comitato Civico Ambientale: “Il Comune non può tacere. Ha il dovere istituzionale e politico di assumere una posizione pubblica, tutelare la salute dei cittadini, chiedere piena trasparenza e valutare ogni iniziativa necessaria, compresa l’eventuale costituzione di parte civile qualora si arrivi al processo”.
Parallelamente pochi giorni fa c’era la discussione rinviata al 4 novembre per repliche e decisione: sotto accusa è sempre il possibile inquinamento causato da fumi e sostanze chimiche.
Ha discusso il Pm, tutte le parti civili (Nocco, Manca Bitti, Filippo Viola, Guendalina Garau, Davide Manca, Pierandrea Setzu).
Per gli imputati Alfredo Diana.
Per la Sarlux Mucciarelli, Raffaelli e Sassi.
“Noi abbiamo ricordato anche che esiste uno studio (antecedente a questo procedimento) che ha comparato il DNA dei bambini di Sarroch con quelli di Burcei. I bambini di Sarroch hanno alterazioni determinate da agenti chimici.
Quel procedimento penale era stato poi archiviato perché nn era stata provata la correlazione , ma le alterazioni del DNA sono accertate e pubblicate su riviste scientifiche internazionali”.
L’esposto è di Sardegna Pulita e Donne Ambiente Sardegna.











