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Sardara, una piazza, un albero e una targa per ricordare i compagni che non ci sono più

La leva del 1965 arreda uno spazio pubblico per i coetanei scomparsi

di Valeria Putzolu
15 Aprile 2026
in area-vasta

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Sardara, una piazza, un albero e una targa per ricordare i compagni che non ci sono più

Sardara, una piazza, un albero e una targa per ricordare i compagni che non ci sono più: la leva del 1965 arreda uno spazio pubblico per i coetanei scomparsi. Con la presenza delle autorità locali, si sono dati appuntamento per inaugurare l’area, “un momento che parla di memoria, di comunità e di legami che il tempo non spezza”.
Sono 16 le persone che quest’anno avrebbero compiuto 61 anni e che, per varie cause, sono andate vie, troppo presto. Uniti dai ricordi di scuola e di gioventù, la classe del 65 si è ritrovata per rinnovare quel legame indissolubile con gli amici defunti. Il sindaco Giorgio Zucca: “L’albero che è stato piantato e la lapide che lo accompagna non sono soltanto un segno visibile: sono un simbolo vivo. Le radici di quest’albero affondano nella terra della nostra comunità, così come i ricordi affondano nella nostra storia condivisa. E i suoi rami, che cresceranno nel tempo, ci ricorderanno che chi non è più tra noi continua a vivere nel pensiero, nell’affetto e nei gesti di chi resta.

Oggi il nostro pensiero si rivolge con affetto e rispetto a Cuboni Sandro, Montisci Massimo, Sanna Pier Paolo, Frau Sandra, Sanna Manrico, Pirastu Roberto, Orrù Gesualdo, Tuveri Francesca, Garau Giancarlo, Foddis Roberto, Garau Marco, Mocci P.Paolo, Pitzalis Pierluigi, Pulisci Stefano, Schirru Antonio Efisio, Urraci Simonetta, Vaccargiu Rossano, Murru Antonio e Caria Carla. I loro nomi non sono soltanto parole incise o pronunciate: sono vite, volti, storie che hanno fatto parte di questa comunità e che continuano a viverne la memoria.

Ricordare i coetanei che non ci sono più è un atto di grande valore umano. È un modo per dire che nessuno viene dimenticato, che ogni vita lascia un segno, che ogni storia continua a far parte della nostra identità collettiva.

A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, desidero esprimere un sincero ringraziamento alla classe di leva 1965. Con questo gesto avete dato un esempio importante: avete trasformato il ricordo in un segno concreto, destinato a durare nel tempo, e avete ricordato a tutti noi quanto sia prezioso coltivare la memoria e il senso di appartenenza.

Questo luogo diventerà uno spazio di raccoglimento, ma anche di testimonianza per le generazioni future. Qui si potrà tornare per fermarsi, per ricordare, per riflettere.
A coloro che oggi ricordiamo va il nostro pensiero più rispettoso e affettuoso. Alle loro famiglie, la nostra vicinanza.
E a voi, classe 1965, ancora grazie per averci donato questo gesto di comunità, che arricchisce Sardara e ne rafforza lo spirito più autentico.
“Si muore davvero solo quando nessuno ci ricorda più.”
Continueranno a vivere nella memoria della nostra comunità e nel cuore di Sardara”.

La leva 1965 ha ringraziato l’amministrazione per aver accettato la proposta di ricordare i coetani scomparsi. Si sono prodigati per realizzare il progetto, uno di loro, Fabrizio Corrias, ha messo a disposizione i mezzi della propria azienda per ripulire l’area e piantumare l’albero.
Tags: sardara
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