A Solanas un uomo spara alla testa della moglie (ora in fin di vita), poi va a casa del fratello e lo ammazza, infine si costituisce. A Barisardo un ragazzo di 19 anni viene ucciso a coltellate dopo avere investito una ragazza, la furia vendicatrice forse di un minorenne. Un doppio tragico episodio in sole dodici ore in Sardegna, che finisce nella copertina nazionale della criminalità. Cosa sta succedendo in questa folle estate 2026 nell’Isola? Cosa può spingere conoscenti e parenti ad ammazzare con tanta facilità? Quella di Solanas sembra una vendetta pianificata: Alessandro Pintus, cagliaritano di 39 anni, decide di sparare alla moglie Michela Rubiu, 47 anni, di Sinnai, tutto il paese adesso prega per la sua sorte appesa a un filo. E poi appunto va a casa del fratello,a Margine Rosso, e lo fa fuori con un colpo di pistola. Sembrano episodi che non fanno parte della cultura sarda. in attesa di sapere davvero il movente visto che Pintus nel primo incontro col pm ha deciso di non rispondere.
Ugualmente agghiacciante è il dramma di Barisardo, che un anno e mezzo fa era già finito nel caos dopo l’omicidio della notte di Carnevale. Questa volta è un ragazzo di 19 anni, Simone Concas, ad essere ucciso dopo un inseguimento e l’investimento di una ragazza. Il ragazzo muore praticamente tra le braccia degli operatori sanitari, e dietro questo atroce delitto sembrerebbe esserci una questione amorosa. Simone Concas poco prima aveva cercato di investire una giovane di 22 anni che non era sicuramente una sconosciuta per lui. Lei è finita al Brotzu con l’elisoccorso e gravi ferite alle gambe, l’auto l’ha schiacciata contro un muro. Un regolamento di conti che forse è culminato con l’assassinio di chi lo aveva ideato. Ma la vita umana, in questa tragica estate del 2026 in Sardegna, vale davvero così poco?













