Quasi tre milioni e 400 mila euro contestati. Cagliari, lo scandalo del 118; Procura e Finanza accusano Claudio Cugusi: “Peculato e truffa in concorso per oltre tre milioni di euro”.Lo scoop del giornalista Francesco Pinna sull’Unione Sarda. Gravi accuse della Finanza e del pm Vacca al giornalista del consiglio regionale: “Soldi del 118 dati ad altre società, oppure distratti per spese e trasferte:.Una truffa in concorso con un dirigente regionale”. Si tratta ovviamente per tutti solo di reati ipotizzati ad indagini concluse. Secondo il giornalista Pinna e alla luce delle indagini durate anni e condotte da Finanza e Procura, Cugusi sarebbe il regista di strane operazioni: in ballo nelle indagini ci sarebbero soldi distratti per le associazioni del 118- indagate cinque onlus tra cui I Sardi Soccorso- da Cagliari a Quartu sino a Sadali. Nell’indagine per peculato ci sono anche la dirigente regionale Maria Carla Savarino, il leader delle ambulanze di Sanluri Pier Gimmy Onnis, poi Antonio Murru e Carlo Murru. Cinque indagati ognuno a suo titolo. Sempre secondo quanto riportato dal giudiziarista dell’Unione, “con la regia dello stesso Cugusi” sarebbero sotto inchiesta l’acquisto di moto e mobili, ” persino bonifici effettuarti a parenti”: Si tratterebbe di soldi pubblici dati al 118 e distratti, secondo la Finanza. Agli indagati è stata notificata la chiusura delle indagini, da parte del pm Vacca. Sarà l’avvocato Aste a decidere le linee della difesa sin dalle prossime ore. Claudio Cugusi, secondo le accuse, sarebbe responsabile di un peculato di 241mila euro, oltre ad altri 28 mila euro contestati. Ma sempre secondo quanto riportato dall’Unione Sarda, gli viene contestata una truffa in concorso con la dirigente regionale Savarino di oltre tre milioni e 393mila euro. Tutte accuse sinora respinte, sarà il pm Vacca ora a valutare se chiedere il rinvio a giudizio. Claudio Cugusi è leader del movimento Sardi in Europa ed ex consigliere comunale del Pd. Nei mesi corsi8 era stato nominato consulente diretto da Alessandra Todde, ma con grande onestà aveva dichiarato di rinunciare all’incarico sino a quando l’indagine non sarà conclusa, sicuro della sua innocenza ai reati contestati.










