Sestu all’avanguardia nella mobilità e nella sicurezza stradale: approvato il Piano Urbano del Traffico che insieme al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) già adottato, colloca Sestu tra i Comuni più avanzati in Sardegna nella pianificazione della mobilità.
Il sindaco Michele Cossa: “Sono strumenti preziosi perché ci permettono di passare dagli interventi occasionali a una programmazione organica e scientificamente fondata, per rendere il traffico più scorrevole, migliorare la vivibilità delle strade e soprattutto aumentare la sicurezza”.
Il “Nuovo Codice della Strada dispone che i comuni, con popolazione residente superiore a trentamila abitanti, hanno l’obbligo
dell’adozione del piano urbano del traffico finalizzati ad ottenere il miglioramento
delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto nel rispetto dei valori ambientali, stabilendo le priorità e i tempi di attuazione degli interventi.
La redazione dei piani di traffico deve essere predisposta nel rispetto delle direttive
emanate dal Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’ambiente e il Ministro per i problemi delle aree urbane, sulla base delle indicazioni formulate
dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nel trasporto.
Il P.U.M.S. aveva definito, per Sestu, gli indirizzi strategici per la mobilità nel territorio comunale con un orizzonte temporale di dieci anni, affrontando in modo specifico tutte le componenti della mobilità e fornendo degli orientamenti dettagliati (da piano attuativo) per i settori della pedonalità, della ciclabilità, delle
relazioni casa-lavoro e casa studio, della sicurezza, del trasporto collettivo, ovvero di tutti quegli elementi racchiudibili, appunto, sotto l’etichetta di “mobilità sostenibile”: volutamente, come scelta strategica, aveva lasciato fuori gli aspetti legati alla circolazione stradale, demandandoli al P.U.T.,
proprio per fare in modo che gli interventi sulla mobilità sostenibile non potessero essere influenzati da quelli sulla circolazione stradale, ma anzi, diventando per
quest’ultimi un vincolo. In questo modo, a suo tempo, fu creata una gerarchia di azioni, ponendo in primo piano quelle legate alla mobilità sostenibile ed in secondo
quelle sulla circolazione veicolare e sul deflusso.
Il Piano Urbano del Traffico si sviluppa in continuità con il P.U.M.S., con l’obiettivo
di affrontare le problematiche specifiche della rete viaria, e in particolare di migliorare la fluidità del traffico, riducendo l’incidentalità e le emissioni, e ridurre i flussi di traffico che attraversano il centro storico.
“Ora viene la sfida più importante, quella di trasformare i Piani in interventi concreti. Il primo intervento attuativo riguarderà gli incroci più pericolosi, quelli dei due ponti più trafficati, e i relativi flussi di traffico, così fa ridurre sensibilmente i rischi per automobilisti, pedoni e ciclisti. Governare Sestu significa anche anticipare i problemi anziché limitarsi a rincorrerli”.












