Dopo il via libera arrivato ieri dalle commissioni consiliari alla bozza di convenzione per il nuovo stadio di Cagliari, il documento è ora atteso all’esame della Giunta comunale, chiamata ad approvarlo prima del prosieguo dell’iter amministrativo. Un passaggio importante, ma che non convince il Consigliere comunale di Civica 2024 Giuseppe Farris, il quale punta il dito contro quella che definisce una documentazione ancora incompleta e un Piano economico-finanziario che continua a presentare elementi di fragilità.
Per Farris, la documentazione necessaria risulta infatti ancora incompleta. “La convenzione illustrata ieri mattina in commissione è ancora una bozza e, per stessa ammissione del dirigente responsabile del procedimento, l’ingegnere Olla, è tuttora soggetta a modifiche”, sottolinea il Consigliere. Ma non è l’unico rilievo. “Manca inoltre, e non mi sembra poco, la proposta di deliberazione per la dichiarazione del pubblico interesse”, evidenzia Farris, sostenendo che un passaggio così importante dovrebbe essere già definito prima di proseguire con l’iter.
Il Consigliere riconosce comunque alcuni passi avanti rispetto alle osservazioni presentate nei mesi scorsi. “Alcune criticità che avevo evidenziato nella mia memoria dello scorso aprile sono state recepite. Per esempio non è più prevista l’esenzione totale del canone per tutta la durata della concessione”, osserva, facendo riferimento a una delle modifiche introdotte rispetto alle ipotesi iniziali.
Nonostante queste correzioni, Farris continua però a nutrire forti dubbi sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione. “Il Piano economico-finanziario resta molto fragile, con un modesto margine di redditività che espone evidentemente l’operazione anche alle più piccole perturbazioni”, afferma. Le osservazioni arrivano in una fase cruciale del percorso verso la realizzazione del nuovo stadio. L’approvazione della bozza di convenzione da parte delle commissioni rappresenta infatti uno degli snodi principali dell’iter amministrativo che porterà alla dichiarazione di pubblico interesse e, successivamente, al via libera definitivo del progetto. Ma il confronto politico resta acceso, soprattutto sugli equilibri economici dell’operazione e sulla completezza della documentazione che dovrà accompagnare il progetto nelle prossime fasi autorizzative.












