Ha ammesso di aver sparato alla moglie e al fratello, poi ha scelto di non aggiungere altro. Alessandro Pintus, 39 anni, ha reso questa mattina dichiarazioni spontanee davanti alla Gip Ermengarda Ferrarese, confermando quanto già riferito ai carabinieri dopo la drammatica sequenza di violenza tra Solanas e Quartu.
“Ho sparato a mia moglie e a mio fratello”, ha detto Pintus, detenuto con l’accusa di aver tentato di uccidere la moglie Michela Rubiu, 47 anni, colpendola alla testa con un proiettile, e di aver ucciso il fratello Andrea Pintus, 42 anni. Dopo le dichiarazioni spontanee, il 39enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Al termine dell’interrogatorio, la gip ha convalidato l’arresto e disposto la permanenza in carcere. A Pintus vengono contestati l’omicidio e il tentato omicidio aggravati e premeditati, oltre a una seconda ipotesi di tentato omicidio ai danni di un testimone oculare.
L’uomo avrebbe assistito alla sparatoria contro Michela Rubiu davanti al bar di Solanas. Secondo la ricostruzione degli investigatori, mentre Pintus si allontanava dalla zona avrebbe tentato di investirlo con l’auto. Il testimone, per evitare di essere travolto, si sarebbe rifugiato sul marciapiede.
Su questo episodio Pintus non ha fornito dichiarazioni. Sempre questa mattina il pubblico ministero Giangiacomo Pilia ha affidato al medico legale Roberto Demontis l’incarico per l’autopsia sul corpo di Andrea Pintus. L’esame è iniziato alle 12 e si è concluso poco prima delle 17.
L’autopsia ha stabilito che sono stati tre i proiettili che hanno raggiunto il 42enne. Uno di questi, quello che ha colpito il torace, è risultato fatale. Restano intanto disperate le condizioni di Michela Rubiu: in serata si terrà una fiaccolata a Solanas per pregare per la sua guarigione.











