La sanità sarda ha bisogno di cure: “Anziani e fragili costretti ad attendere per ore l’assistenza di cui hanno bisogno, mentre il personale numericamente insufficiente cerca di fare l’impossibile”. La testimonianza di una donna, familiare di una paziente ricoverata presso il Reparto di Medicina, Padiglione C del Policlinico Universitario di Monserrato: “Ciò che vedo ogni giorno mi preoccupa molto”.
Accade al Policlinico come negli altri ospedali e non è una novità ma una situazione denunciata da tempo e che, anziché migliorare, peggiora costantemente, poiché gli appelli rivolti alle istituzioni sembrano cadere nel vuoto.
Medici e personale sanitario sotto organico si dividono in quattro per assistere i pazienti ma “non bastano, sono troppo pochi: ci sono anche pazienti non autosufficienti che devono aspettare per ore il loro turno, per avere l’assistenza di cui hanno bisogno. Questa realtà deve essere raccontata, perché riguarda la dignità e la tutela delle persone più fragili”. Non è normalità, non può passare per routine perché il diritto alla salute è di tutti. Chi può si arrangia, insomma, ma i fragili no, non possono e i visitatori cercano di aiutare anche i vicini di letto dei propri familiari come possono. Ma questo non è ulteriormente accettabile perché l’emergenza oramai si sta trasformando in un dramma senza precedenti e senza, al momento, un barlume di speranza che possa far ben sperare per il futuro.












