C’era un tempo in cui viale Buoncammino era uno dei salotti all’aperto più amati di Cagliari. Non solo per il panorama mozzafiato sulla città, ma anche per i luoghi di ritrovo che animavano le serate estive. Tra questi un chiosco che era diventato punto di riferimento per cagliaritani e turisti, capace di organizzare corsi di ballo, eventi e momenti di aggregazione che trasformavano la passeggiata in un luogo vivo e partecipato.
Oggi è rimasto un solo chiosco. È ben frequentato ma ha una capienza limitata, insufficiente ad accogliere tutti coloro che vorrebbero fermarsi a godersi una delle viste più belle della città. Il risultato è che, mentre il locale si riempie rapidamente, tutto il resto del viale appare desolatamente vuoto.
Lo confidano anche alcuni turisti incontrati mentre ammiravano dall’alto il panorama di Cagliari. “Ci sarebbe piaciuto fermarci a bere qualcosa e trascorrere un po’ di tempo qui. È un posto bellissimo, con un panorama straordinario e, trovandosi nella parte alta della città, si sta anche molto più freschi rispetto al centro. Sarebbe stato piacevole passare qui un paio d’ore, ma il chiosco era già tutto occupato e non c’erano altre possibilità nei paraggi”, raccontano.
Pochi metri più in là, la piazza adiacente al chiosco si presenta visibilmente vuota. Probabilmente, per un turista, il solo panorama, per quanto straordinario, difficilmente basta a farlo trattenere a lungo se mancano servizi, occasioni di svago e ulteriori attrazioni che rendano piacevole una sosta.
Così, nelle ore del tramonto, lo spettacolo è quello di un minuscolo punto di luce nell’oscurità: il chiosco circondato da un viale silenzioso, con decine di panchine vuote.
Eppure Buoncammino continua ad avere tutte le caratteristiche per essere uno dei luoghi simbolo dell’estate cagliaritana: il verde degli alberi, l’ombra, la brezza che rende più sopportabili le giornate più calde e uno dei panorami più suggestivi sulla città e sul Golfo degli Angeli. Qualità che, da sole, però, oggi non sembrano più sufficienti a richiamare la folla di un tempo.










