Ambulatorio a Sardara, ore di fila sotto il sole per poi scoprire che il medico non arriverà: cambio di orari senza alcuna comunicazione preventiva, “con le temperature elevate di questi giorni, è inammissibile che i cittadini, molti dei quali anziani, siano costretti ad attendere inutilmente davanti all’ambulatorio”.
Il sindaco del paese Giorgio Zucca: “Ancora una volta mi trovo costretto a denunciare un disservizio che i cittadini di Sardara non meritano.
Ieri, presso l’ambulatorio comunale, i medici ASAP non hanno rispettato gli orari comunicati, senza che vi fosse alcun avviso preventivo. Comprendo perfettamente che possano verificarsi imprevisti o esigenze improvvise, ma ciò che non è più accettabile è la totale assenza di comunicazione.
Con le temperature elevate di questi giorni, è inammissibile che i cittadini, molti dei quali anziani, siano costretti ad attendere inutilmente davanti all’ambulatorio per poi scoprire che il medico arriverà in un altro orario”.
Questa mattina Zucca invierà una formale nota al Direttore Generale della ASL del Medio Campidano “per rappresentare, con la dovuta fermezza, il disagio che la comunità di Sardara continua a subire. Chiederò che vengano adottate tutte le misure necessarie affinché simili episodi non si ripetano e che sia garantita una comunicazione puntuale e tempestiva in caso di variazioni del servizio.
I Sindaci non possono continuare a essere il punto di raccolta delle proteste dei cittadini per disservizi che non dipendono dai Comuni. Tuttavia, come Amministrazione comunale, ribadiamo la nostra totale disponibilità a collaborare: se informati per tempo, siamo pronti a comunicare immediatamente qualsiasi variazione attraverso il sito istituzionale, i social, gli avvisi pubblici e tutti gli altri canali a nostra disposizione.
I cittadini hanno diritto a un servizio sanitario dignitoso, ma hanno anche diritto al rispetto. E il rispetto passa anche attraverso una comunicazione corretta e tempestiva. Su questo continuerò a far sentire con forza la voce della nostra comunità”.












