“Siamo di fronte a una realtà vergognosa che dovrebbe far inorridire qualunque Amministrazione Sanitaria”. Non usano mezzi termini i sindacati FP CGIL, CISL FP e FIALS, che in una nota ufficiale diffusa in queste ore denunciano una situazione definita “drammatica” del reparto di Neuropsichiatria infantile del Microcitemico.
“Nonostante i ripetuti allarmi sollevati dalle associazioni, dalle rappresentanze dei lavoratori e la formale e gravissima denuncia della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, la Direzione Generale dell’ARNAS Brotzu, continua a rimanere arroccata in un silenzio inaccettabile, inerte di fronte ad un’emergenza che calpesta la dignità di pazienti minori, famiglie e operatori sanitari.
I dati rilevati sono spaventosi e certificano il fallimento delle tutele aziendali: nei primi dieci mesi del 2026 si sono registrate 23 segnalazioni di aggressioni fisiche a danno del personale. La quasi totalità di questi episodi ha colpito il personale del comparto (Infermieri e OSS), aggrediti con morsi, graffi, calci e pugni nello svolgimento del lavoro quotidiano. Le condizioni minime di sicurezza non esistono. I sistemi di videosorveglianza sono obsoleti, inefficienti, pieni di punti ciechi e totalmente inadeguati per le ore notturne. Le richieste urgenti di installare porte antieffrazione con visiva per proteggere la guardiola infermieristica e le camere dei pazienti acuti giacciono inevitabilmente inevase nei cassetti della burocrazia aziendale. Il reparto di degenza ordinaria viaggia costantemente in una condizione di saturazione record, con tassi di occupazione strutturali oltre il 100% anche nel Day Hospital.
A fronte di questa pressione assistenziale drammatica, la situazione legata alla carenza di personale aggrava ulteriormente il quadro della Neuropsichiatria Infantile del Microcitemico, portando l’intero reparto al collasso operativo. Per quanto riguarda il personale infermieristico, mancano almeno cinque unità rispetto al fabbisogno minimo di stabilità, fissato a dodici operatori. Se a inizio anno la turnazione poteva contare su dieci infermieri, oggi il numero si è ridotto a soli otto, con la prospettiva drammatica di scendere a sette unità a gennaio 2027. Questa contrazione dell’organico ha fatto impennare la media oraria per dipendente oltre i limiti della sostenibilità psicofisica, rendendo impossibile persino la programmazione ordinaria delle ferie e dei riposi contrattuali.
A peggiorare lo scenario si aggiunge il blocco delle prestazioni aggiuntive: l’Azienda ha infatti sospeso i pagamenti e il rinnovo di queste ore straordinarie, giustificando la misura con la mancanza
di fondi regionali deliberati e impedendo di fatto il reclutamento di supporto esterno da altri reparti. La crisi non risparmia i medici e le figure riabilitative, anch’essi ormai allo stremo. L’organico dei medici strutturati è sotto di almeno due unità rispetto alle necessità, mentre si registra la totale assenza del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TERP), figura fondamentale ma non prevista nei piani di fabbisogno; a fronte dell’intero volume di pazienti, infine, è presente una sola educatrice.”
“Questa carenza scellerata di organico”, spiegano, “ricade direttamente sulle famiglie dei minori ricoverati, le quali vengono letteralmente abbandonate in reparto, costrette a compensare le deficienze strutturali dell’ospedale e chiamate a gestire in prima persona i propri congiunti.
L’ASSESSORATO ALLA SANITÀ NON PUÒ PIÙ TOLLERARE QUESTO SCEMPIO CGIL, CISL e FIALS dicono basta alle scuse e al rinvio delle soluzioni in nome di futuri progetti o riorganizzazioni a lungo termine. La sofferenza e il rischio biologico ed emotivo a cui sono sottoposti i lavoratori e i piccoli pazienti richiedono risposte immediate ed eccezionali”, e concludono con una richiesta di un intervento urgente da parte dell’Assessora alla Sanità ad Interim Alessandra Todde.









