Cagliari, aree BS3 e verde pubblico, Farris replica a Zedda: «Ha votato in Giunta la delibera che ora contesta»
Il Consigliere di Civica 2024 contesta la posizione del sindaco sulle nuove edificazioni: «La proposta arriva dalla sua stessa Giunta. Gli accordi con i privati prevedono proprio la realizzazione di verde e parcheggi pubblici. Senza gli interventi, quelle aree restano abbandonate». Si parla di via Biasi e via Chiabrera, dove sono previste le nuove palazzine.
Dopo la presa di posizione del sindaco Massimo Zedda, contrario alla realizzazione di palazzi se non viene garantita una dotazione adeguata di verde, interviene il consigliere comunale di Civica 2024 Giuseppe Farris, che contesta l’impostazione del primo cittadino e invita a guardare anche alla natura degli accordi urbanistici in questione.
Per Farris ci sono innanzitutto due aspetti che non possono essere trascurati. Il primo riguarda l’iter amministrativo della proposta di deliberazione arrivata in Consiglio comunale: l’atto, sottolinea il consigliere, proviene dalla stessa Giunta guidata da Zedda, che lo ha già approvato. E il sindaco, dunque, avrebbe espresso il proprio voto favorevole in quella sede, prima di manifestare in Aula una posizione contraria rispetto all’intervento.
«La proposta di deliberazione arriva dalla Giunta e Zedda ha già votato a favore in Giunta. Adesso si dice contrario a una proposta che è stata portata avanti dalla sua stessa amministrazione», è la contestazione di Farris.
Il secondo punto riguarda il significato delle aree BS3\*, che secondo il consigliere non possono essere descritte semplicemente come spazi verdi destinati a essere sottratti alla collettività per fare posto alle costruzioni. Si tratta infatti di accordi pubblico-privati: i proprietari delle aree ottengono la possibilità di edificare su una parte delle superfici, mentre in cambio sono previsti interventi e cessioni a beneficio pubblico, tra cui la realizzazione di verde e parcheggi destinati alla città.
«Non è vero che queste operazioni sottraggono verde alla collettività. È vero il contrario: attraverso gli accordi con i privati si realizza proprio quel verde pubblico di cui si parla, insieme ai parcheggi che vengono messi a disposizione dei cittadini», sostiene Farris.
Il consigliere invita quindi a considerare anche quale sarebbe l’alternativa al mancato sviluppo di questi interventi. Le aree, secondo la sua ricostruzione, rischierebbero di rimanere nelle condizioni attuali, senza essere riqualificate e senza produrre nuovi servizi per il quartiere.
«Se questi accordi non vengono realizzati, le aree restano come sono oggi: incolte, abbandonate e senza una funzione per la collettività. Quale sarebbe il vantaggio per la città nel mantenere degli spazi in queste condizioni, nel cuore del tessuto urbano?», è la domanda posta dal consigliere.
La questione, dunque, per Farris non si esaurisce nella contrapposizione tra nuove costruzioni e tutela del verde, ma riguarda il modello di riqualificazione urbanistica e il rapporto tra interesse pubblico e iniziativa privata. Il punto, nella sua lettura, è valutare l’intero contenuto degli accordi: non soltanto la quota edificabile riconosciuta ai proprietari, ma anche le opere pubbliche e gli spazi che vengono realizzati in cambio.
Una replica che sposta il confronto anche sulla coerenza politica e amministrativa della posizione di Zedda: da una parte il voto favorevole espresso in Giunta sulla proposta, dall’altra le successive perplessità manifestate in Consiglio sulle nuove edificazioni e sulle garanzie di verde pubblico.










