Cagliari, area tra via Biasi e via Chiabrera, Farris chiede chiarezza. Zedda: «Contrario ai palazzi senza adeguate garanzie per il verde»
Il Consigliere di Civica 2024 chiede conto del mancato approdo in Aula del progetto urbanistico e sollecita una presa di posizione della Giunta. Zedda non usa giri di parole: «Sono contrario a trasformare le BS3\* in palazzi». E riapre il confronto sul consumo di suolo e sulle aree destinate a verde e servizi.
Palazzi sì o palazzi no nell’area tra via Biasi e via Chiabrera? La questione approda in Consiglio comunale e accende il confronto tra il consigliere Giuseppe Farris e il sindaco Massimo Zedda. Al centro della polemica la proposta di deliberazione presentata dalla Giunta e relativa al piano attuativo dell’area classificata BS3\* dal Piano urbanistico comunale, che neanche nella seduta di martedì 3 novembre è arrivata al voto.
A rompere gli indugi è Farris, che chiede spiegazioni sullo stop alla pratica, già passata al vaglio della commissione Urbanistica. Il consigliere ricostruisce quanto accaduto nelle precedenti sedute, ricordando la richiesta di un supplemento di istruttoria e sottolineando che successivamente non sarebbe stato riproposto un analogo rinvio in commissione.
Da qui l’affondo: «Vorrei capire perché è stato saltato questo punto all’ordine del giorno e quali sono le determinazioni della Giunta, essendo una proposta di deliberazione che proviene da loro. Cosa vogliamo fare, la vogliamo ritirare?». Per Farris, il rischio è che la pratica resti sospesa senza una decisione, mentre i privati attendono una risposta dall’amministrazione. Il consigliere parla apertamente di difficoltà politiche all’interno della stessa maggioranza e punta il dito contro una gestione che, a suo giudizio, non può continuare a rinviare il problema.
«Tenere in freezer questa proposta di deliberazione credo che non faccia onore all’amministrazione», attacca, chiedendo che venga chiarita una volta per tutte la posizione del Comune.
La risposta del sindaco Massimo Zedda, sollecitato da Farris a esprimersi sulla proposta della sua stessa Giunta, non si è fatta attendere ed è emersa senza filtri: «Se volete la mia opinione, io sono contrario a trasformare le BS3\* in palazzi, senza preoccuparsi degli spazi per il verde».
Una presa di posizione senza ambiguità. Zedda ricorda di aver sempre contrastato le modifiche al Piano urbanistico comunale che comportano la sottrazione di aree destinate a verde e servizi per lasciare spazio a nuove edificazioni o parcheggi. «Ho sempre votato contro l’alterazione del Piano urbanistico comunale», ribadisce, aggiungendo di non voler rinnegare le opinioni e i voti espressi in passato.
Il sindaco entra poi nel merito delle possibilità previste dalle nuove norme urbanistiche, che consentono ai proprietari privati di presentare progetti anche su aree originariamente destinate a verde e servizi. Una possibilità che, precisa, rappresenta una deroga rispetto alle previsioni ordinarie e sulla quale è il Consiglio comunale a dover decidere. Zedda allarga quindi il ragionamento alla necessità di valutare che cosa sia davvero opportuno realizzare in città. Riconosce che l’area ha alle spalle una lunga storia di difficoltà nella riqualificazione, con terreni rimasti per anni incolti e sterrati, ma invita a non considerare automaticamente ogni trasformazione come la soluzione.
Sulla richiesta di ulteriore approfondimento, il sindaco non fa muro. La pratica è sul tavolo da anni e qualche giorno in più, secondo Zedda, non cambia il quadro: «Non saranno una settimana o un paio di giorni a far naufragare qualcosa che va avanti da anni, se non da decenni».
Resta però il dato politico:










