Cagliari, FIPE contro gli allarmi sulle nuove limitazioni: «Sui bar e ristoranti serve chiarezza»
Il presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna Emanuele Frongia: «La mozione, per quanto ci risulta, non prevede uno stop generalizzato alle nuove aperture. Vogliamo capire da dove nasca questa interpretazione»
«Abbiamo appreso con grande apprensione da alcune notizie comparse sulla stampa che il Comune di Cagliari starebbe andando verso nuove regole destinate a limitare in futuro l’attività dei pubblici esercizi nei quartieri storici. Una prospettiva della quale, come FIPE Confcommercio Sud Sardegna, non eravamo assolutamente a conoscenza e che ha destato forte preoccupazione».
A intervenire è Emanuele Frongia, presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna, dopo le notizie relative a possibili nuove limitazioni per bar e ristoranti nei quartieri storici di Cagliari.
«Proprio per comprendere cosa stesse accadendo – spiega Frongia – abbiamo immediatamente interloquito con l’amministrazione comunale. Il quadro che ci è stato rappresentato, però, è diverso da quello emerso dalle notizie comparse sulla stampa. Per quanto abbiamo potuto verificare, la mozione non parla di un blocco generalizzato delle nuove aperture di bar e ristoranti e non ci risulta, allo stato attuale, che l’amministrazione abbia assunto una decisione in questo senso». Da qui la richiesta di chiarezza dell’associazione di categoria. «Ci chiediamo quindi quale sia l’origine di questa interpretazione. Se esistono dichiarazioni, atti o ulteriori elementi che indicano la volontà del Comune di andare verso uno stop o una forte limitazione dei pubblici esercizi, abbiamo necessità di conoscerli, perché rappresentiamo centinaia di imprenditori sui quali una scelta del genere avrebbe conseguenze importanti».
Alberto Melis, di FIPE Confcommercio Sud Sardegna, sottolinea la necessità di evitare equivoci: «Su un tema così delicato è fondamentale fare chiarezza. Le imprese hanno bisogno di certezze per programmare investimenti e attività. Qualsiasi ipotesi di nuove limitazioni deve essere illustrata con chiarezza e discussa preventivamente con le associazioni di categoria, evitando interpretazioni che possano generare allarme tra gli operatori».
FIPE precisa di non voler sottrarsi al confronto sulle regole per il centro storico.
«Siamo disponibili a discutere di equilibrio commerciale, tutela delle attività storiche, decoro e vivibilità dei quartieri. Ma proprio perché sono questioni importanti, servono informazioni precise e un confronto basato sul contenuto effettivo degli atti».
La richiesta finale di Frongia è netta: «Non vogliamo alimentare polemiche. Vogliamo semplicemente capire. O esiste un orientamento dell’amministrazione verso la limitazione delle nuove aperture dei pubblici esercizi, e allora chiediamo che venga reso esplicito e discusso con le categorie, oppure quell’orientamento non esiste. Imprese, lavoratori e cittadini hanno diritto di sapere quale delle due rappresentazioni corrisponda alla realtà».











