Ordinanza caldo, UIL Sardegna: “Bene proroga, ma basta agire in emergenza. Adesso un Protocollo con regole certe”
“Siamo soddisfatti di questa proroga dell’ordinanza che vieta fino al 30 settembre il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, ma come avevamo detto solo pochi giorni fa non si può continuare a lavorare come se il caldo fosse un’emergenza. È un fattore con cui ormai dobbiamo fare i conti: dobbiamo cambiare le regole e programmare un piano d’azione. Per farlo è necessario costruire un vero Protocollo regionale permanente”.
Così la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru, sulla proroga dell’ordinanza che regola il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata. Per la UIL Sardegna è arrivato il momento di aprire un confronto tra sindacati, associazioni datoriali, Regione, Inail e Ispettorato del lavoro, sistema sanitario e Protezione civile, analizzare la situazione alla luce di quanto sta accadendo, e mettere le basi per il Protocollo. “Non si può continuare a lavorare come se questa fosse una emergenza – ha ribadito Murru – è un problema che ormai investe tante categorie lavorative: accanto ad edilizia e agricoltura, la logistica, il turismo, i servizi ambientali e tante altre che devono fare i conti con le alte temperature”.
Per la Uil Sardegna occorre fare prevenzione: “Usiamo i dati climatici e gli strumenti come Worklimate per prevenire il rischio”. Per la UIL Sardegna ci sono da proteggere assolutamente i lavoratori più fragili quelli che pur di potare a casa lo stipendio scelgono di correre il rischio di lavorare anche quando le temperature sono torride, mettendo in pericolo la loro stessa vita: “Dobbiamo impedire che un lavoratore sa costretto a dover scegliere tra salute e denaro. Occorre quindi garantire il reddito anche quando è impossibile lavorare: per farlo occorre fissare strumenti certi che garantiscano il reddito e il lavoro anche per i lavoratori precari. Solo con un Protocollo sulle condizioni climatiche estreme si potranno fornire ai lavoratori tutte le garanzie”.













