Cagliari, monta la polemica per il progetto “futuristico” di viale Sant’Avendrace senza verde. L’ex Consigliere Dore: “Basta fioriere minimal, serve un viale alberato”
La reazione dei cagliaritani al nuovo piano del Comune non convince. L’avvocato Giovanni Dore raccoglie il malcontento e, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, propone un’integrazione all’Amministrazione: “Prendiamo esempio dalle città europee per contrastare il caldo”.
CAGLIARI – Il nuovo progetto di rifacimento per viale Sant’Avendrace, presentato appena due giorni fa dal Comune, è già finito al centro di una polemica politica e cittadina. La risposta di molti cagliaritani alla nuova visione “futuristica” della via, infatti, non è stata entusiastica A farsi portavoce del malcontento generale è l’avvocato ed ex Consigliere comunale Giovanni Dore, che attraverso la pagina “Cagliari è anche mia” lancia una proposta di mediazione e integrazione progettuale rivolta all’attuale amministrazione, chiedendo di rimettere la forestazione urbana al centro del futuro del quartiere.
Il fantasma dei progetti falliti e la diffidenza dei cittadini
L’annuncio del restyling è stato accolto con un mix di speranza e profonda diffidenza. La storia recente di viale Sant’Avendrace è infatti segnata da ben due passati tentativi falliti miseramente: “Bisognerebbe esaminare a fondo i motivi per cui quei progetti fallirono”, evidenzia Dore, che accoglie la notizia del nuovo corso con gaudio ma anche con estrema prudenza. A non convincere l’ex Consigliere, così come gran parte dei residenti, è l’approccio scelto per la gestione del verde pubblico: il piano attuale prevede infatti l’installazione di fioriere, che per ora appaiono spoglie e prive di alberature piantumate.
L’effetto “isola di calore”: il confronto con viale Trieste
Il dibattito si accende soprattutto sul fronte climatico. In questi giorni di caldo feroce, i cittadini sui social stanno facendo notare la clamorosa differenza di temperatura percepita tra le vie cittadine. Il paragone più immediato è quello tra un viale Sant’Avendrace privo di ombra e la vicina viale Trieste, interamente alberata e decisamente più fresca.
Secondo Dore, l’approccio “minimal” delle fioriere è totalmente inefficace a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. L’ex Consigliere cita gli errori del passato commessi in altre zone di Cagliari: “Penso a quando è stata sballata la progettazione di vie lasciate senza verde arboreo, come via Alghero, via Is Mirrionis, piazza Repubblica sul lato Upim e via della Pineta”.
La provocazione dell’AI: sognare un corridoio verde “europeo”
Per dimostrare che un’alternativa è possibile, Giovanni Dore ha utilizzato l’intelligenza artificiale per tradurre in immagini il suo sogno di una via diversa. “Una delle cose interessanti dell’AI — spiega l’avvocato — è che consente anche a chi non ha competenze tecniche di tramutare un sogno in una foto”.
L’immagine generata mostra un corridoio alberato moderno e ombreggiato, simile a quelli già realizzati in diverse capitali europee per rinfrescare i centri urbani e mitigare l’innalzamento delle temperature. Un’idea che molti cagliaritani ritengono l’unica strada percorribile per non presentare un progetto che rischia di nascere già vecchio e non al passo con i tempi.
L’appello finale è dunque rivolto a Palazzo Bacaredda: fermarsi a riflettere e integrare l’attuale piano con veri alberi, capaci di regalare ombra e respiro a un’arteria storica della città che aspetta da troppo tempo il suo vero riscatto.











