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Demenza senile, in Sardegna sono 20 mila gli anziani colpiti

di Redazione Cagliari Online
28 Giugno 2017
in area-vasta, hinterland

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Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (20.000 in Sardegna) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Cagliari (presso il Caesar’s Hotel) il 22 ottobre. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Cagliari sono previsti 70 partecipanti, in gran parte Medici di famiglia, ma anche neurologi, geriatri, psichiatri e psicologi, provenienti da tutta la Sardegna.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento “Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all’accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.

“In Sardegna, le persone affette da demenza sono circa 20.000, metà delle quali colpite da Alzheimer: il trend, almeno per i prossimi 20 anni, è in continua crescita, essendo la malattia strettamente legata all’avanzamento d’età della popolazione”, dichiara Paolo Pitzu, geriatra, Presidente della Sezione Sardegna di AIP e Responsabile scientifico della GeRos onlus. “Se si considera, poi, che la nostra è la Regione con il più veloce aumento dell’indice di invecchiamento, in futuro dovremo aspettarci numeri ancora più drammatici rispetto al resto d’Italia. Ciononostante, la Sardegna non ha ancora recepito il Piano Nazionale Demenze e non si è dotata di un Piano Regionale né di una specifica normativa dedicata alla problematica. È quindi indispensabile e improrogabile un impegno da parte delle Istituzioni: la misurazione di variabili economiche legate alla malattia, come i continui ricoveri, le istituzionalizzazioni, il consumo di farmaci e la perdita di giornate di lavoro da parte dei familiari indicano chiaramente la sostenibilità dell’attuazione di un Piano Regionale. Inoltre, il miglioramento della qualità di vita di chi attualmente si sente abbandonato dai rappresentanti istituzionali dovrebbe superare ogni ragionamento puramente economico”.

“L’obiettivo del corso è diffondere la conoscenza del Piano Nazionale tra i Medici di Medicina Generale, che hanno necessità di operare all’interno di un sistema più efficace, per meglio dialogare con gli altri specialisti e condividere gli aspetti clinico-assistenziali con i propri assistiti e i loro familiari”, continua Putzu. “Il Piano prevede interventi di politica socio-sanitaria, una rete integrata di servizi, appropriatezza di cure, miglioramento delle condizioni di vita che, tradotto in azioni pratiche, vuol dire diagnosi precoce, aggiornamento, presa in carico nelle diverse fasi della malattia, gestione dei disturbi del comportamento, percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi condivisi, supporto psicoeducazionale e assistenziale alle famiglie. Azioni alle quali le Regioni dovranno adeguarsi, affinché la risposta ai diversi bisogni del paziente e dei loro cari sia sempre più vicina alla complessità della patologia”.

Tags: anzianidemenzaSardegna
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