Sicurezza sui bus, videosorveglianza, presenza di personale di sicurezza e collaborazione immediata con Polizia e Carabinieri: una proposta dopo gli ultimi episodi di violenza. Filippo Candio: “Una ragazza deve poter salire su un autobus, anche la sera, senza avere paura, e chi interviene per proteggerla non può essere lasciato nell’incertezza”.
Una minorenne la notte di ferragosto è stata palpeggiata da due uomini di nazionalità straniera a borde del Pf, “un grave fatto accaduto a Cagliari”, solo l’ultimo di una lunga serie. “Riflettendo, ho formulato un’ipotesi che parte da domanda concreta” spiega l’esponente Candio.
“Perché bene rendere noto alle persone che esistono dei problemi ma è ancor più giusto proporre un sistema per risolverli.
Dunque: chi interviene quando su un autobus un passeggero viene aggredito, molestato o minacciato?
In media, nessuno.
Però sui mezzi pubblici possono, da quel che mi ricordo, operare anche le Guardie Particolari Giurate (GPG). Giusto? Le ho viste alcune notti.
Rendiamolo un servizio continuativo e quindi:
“Rafforziamo” anche questa forma di controllo.
Una ragazza molestata.
Un autista aggredito.
Un anziano minacciato.
Un passeggero in pericolo.
Guardie che osservano che nulla accada nella nostra cittá.
In alcuni momenti bisogna poter intervenire rapidamente, nell’attesa dell’arrivo delle Forze dell’ordine.
Per questo credo sia necessario aprire una riflessione seria sul ruolo delle GPG impiegate nel trasporto pubblico.
Certo è che dobbiamo prima peró fare in modo che le GPG vengano tutelate. Non significa trasformarle in poliziotti.
Significa garantire regole chiare, formazione adeguata e maggiore certezza giuridica quando intervengono legittimamente per proteggere sé stesse o un’altra persona.
E significa valutare se, in determinati servizi e con precise garanzie, debbano disporre di strumenti e facoltà maggiormente adeguati alle responsabilità che concretamente affrontano.
Una GPG deve sapere esattamente cosa può fare, fino a dove può intervenire e quali tutele ha quando agisce correttamente.
Ad oggi non sono per niente tutelate”.
“Parallelamente, sui servizi e nelle fasce orarie maggiormente a rischio, dobbiamo ragionare concretamente su videosorveglianza, presenza di personale di sicurezza e collaborazione immediata con Polizia e Carabinieri”.













