di Enrico Eric Capra
Il tessuto economico del Sud Sardegna sta vivendo una fase di profonda rigenerazione. L’area metropolitana di Cagliari, assieme al Sulcis-Iglesiente e al Campidano, non rappresenta più soltanto lo storico polo della manifattura e dell’industria pesante, ma si sta affermando come un ecosistema produttivo integrato, aperto all’innovazione, ai servizi ad alto valore aggiunto e alla transizione ecologica. Una trasformazione guidata dalla capacità di adattamento delle imprese e dalla convergenza tra industria, commercio e turismo.
In un contesto macroeconomico complesso, l’imprenditoria meridionale sarda dimostra una spiccata resilienza. L’Agrifood d’eccellenza investe sull’agricoltura 4.0 e sull’economia circolare per valorizzare le filiere locali, mentre il turismo e la nautica da diporto puntano ad affrancarsi dalla stagionalità estiva attraverso un’offerta esperienziale integrata con il patrimonio culturale e commerciale del territorio.
La vera accelerazione arriva dal comparto tecnologico e dalle energie rinnovabili. Il polo dell’innovazione cagliaritano attrae startup e player dell’ICT, trasformando il Sud dell’isola in un laboratorio per la digitalizzazione. Parallelamente, la riconversione industriale orienta il territorio verso la sostenibilità, la decarbonizzazione e la sperimentazione sulle nuove fonti energetiche.
Restano tuttavia aperte le sfide storiche: il peso dell’insularità, l’impatto dei costi logistici e di trasporto sulle filiere produttive, la continuità territoriale e la necessità di attirare investimenti strutturali. Per analizzare le prospettive di sviluppo, le priorità del sistema d’impresa e il dialogo con le istituzioni, ne abbiamo parlato con Maurizio De Pascale, figura di rilievo della rappresentanza d’impresa nell’isola.
Intervista a Maurizio De Pascale
Riconversione e transizione energetica: Qual è oggi la priorità assoluta per accelerare la riconversione industriale del Sud Sardegna senza perdere posti di lavoro?
Partiamo con la prima domanda: qual è la priorità assoluta?
Oggi la priorità assoluta, non solo per la Sardegna ma per qualunque società, è l’energia: la disponibilità di energia e il costo dell’energia. Da sempre la Sardegna sconta il fatto di non avere il gas metano. Questo è un problema da colmare. Naturalmente, per una società variegata come quella sarda, non esiste che il mix energetico. In primis, ovviamente, le rinnovabili, per la facilità di approvvigionamento delle stesse.
Insularità e trasporti: In una sola battuta, qual è la misura più urgente che le istituzioni dovrebbero adottare per colmare il divario dei costi logistici e di trasporto per le nostre imprese?
La seconda domanda riguarda l’altro fattore fondamentale, oltre l’energia: i trasporti. Esiste una sola ricetta, e la ricetta è quella di eliminare, attraverso un’azione anche di carattere regionale, la tassa, il balzello dell’ETS. Non possiamo scontare due volte la nostra insularità.
Sinergia Industria-Commercio: Come si integrano concretamente nel Sud dell’isola la produzione manifatturiera e la rete del commercio e dei servizi per creare valore sul territorio?
“Il commercio, da sempre, è stato uno degli asset fondamentali dell’economia, soprattutto del sud Sardegna, dell’economia cagliaritana. Non c’è nulla di strano: i fattori predominanti come quello dell’industria e quello dell’energia devono correre insieme, andare a braccetto, se vogliono supportare la crescita della società sarda. Lo stiamo facendo. Lo si sta facendo: la Camera di Commercio, da questo punto di vista, è un ottimo esempio”.
Capitale umano e talenti: Qual è la leva principale su cui puntare per trattenere i giovani talenti qualificati ed evitare lo spopolamento delle professioni d’impresa?
“Dimostrare con i fatti che anche la Sardegna può dare quelle soddisfazioni in ordine alla professionalità e anche alla remunerazione, quindi ai compensi, per trattenere i giovani talenti. Lo spopolamento delle professioni di impresa è un punto veramente dolente. Confindustria, ma anche altre associazioni, stanno lavorando per una formazione sempre più qualificata”.
Prospettive a breve termine: Se dovesse indicare un singolo settore su cui scommettere nei prossimi tre anni per larescita dell’economia sarda, quale sceglierebbe?
“Oggi si potrebbe investire per avere un ritorno per la società sarda. Questo è l’industria della nautica. La Regione Sardegna, che ha tanti chilometri di sviluppo di costa, è però quella che ha il minore numero di posti barca per chilometro di costa. Facilitare gli interventi per nuovi approdi turistici, servizi sempre migliori, ma soprattutto formazione di giovani talenti che possano garantire a chi vuole portare l’imbarcazione — non solo per le nuove costruzioni, ma soprattutto per il refitting, oggi molto richiesto — di trovare, oltre all’infrastruttura, anche il servizio e quindi un’elevata professionalità del personale. Su questo c’è tanto da fare, ma è sicuramente un asset fondamentale per la crescita della regione sarda”.













