” La gravissima emergenza legata alla diffusione del virus West Nile in Sardegna ha ormai raggiunto livelli d’allarme inaccettabili, portando il bilancio a 5 vittime nell’isola – tra cui tre decessi nell’Oristanese e due nel Medio Campidano – e un numero di contagi accertati in costante aumento. Particolarmente allarmante è il quadro delineato dagli esperti infettivologi, secondo cui i casi reali nell’isola potrebbero già essere migliaia, a dimostrazione di una circolazione virale ben più vasta e sommersa di quella tracciata.
Di fronte a questa drammatica situazione e all’incapacità delle istituzioni regionali di programmare e gestire per tempo le misure di profilassi e disinfestazione, la federazione USB Sanità Sardegna esprime profonda preoccupazione per la salute dei cittadini e per la tenuta dell’intero sistema sanitario, costretto a gestire una pressione insostenibile sui presidi territoriali e ricoveri ad altissima criticità”.
Sulla vicenda interviene con fermezza Gianfranco Angioni, Referente Regionale USB Sanità:
«Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione del fallimento della prevenzione sanitaria nella nostra Regione. Non si può continuare a rincorrere l’emergenza ad agosto o settembre quando si sa benissimo che l’infezione da West Nile è ormai endemica. Ciò che spaventa maggiormente è la reale portata del fenomeno: di fronte alle diagnosi ufficiali, gli esperti parlano chiaramente di migliaia di persone che potrebbero essere state contagiate nell’isola. È la conferma di un’epidemia sotterranea che è stata lasciata proliferare senza un’adeguata barriera preventiva.»
«Queste morti e questa impennata di casi si dovevano e si potevano evitare con interventi tempestivi di disinfestazione, larvicidi e monitoraggio capillare fin dalla primavera. L’assenza di una pianificazione efficace nei territori finisce per scaricare tutta la pressione sulla rete ospedaliera: dal San Martino di Oristano al Nostra Signora di Bonaria di San Gavino, fino ai trasferimenti d’urgenza verso gli hub di alta specializzazione come l’ARNAS Brotzu di Cagliari, dove giungono i pazienti con i quadri clinici e neurologici più compromessi.»
«Non basta scaricare le responsabilità o fare meri appelli alla cautela individuale dei cittadini: la sanità pubblica e le istituzioni regionali devono fare la loro parte. Servono subito risorse straordinarie, interventi immediati di bonifica e disinfestazione e direttive chiare per tutelare la popolazione, in particolare le persone anziane e fragili, e per alleggerire la pressione sugli ospedali e sul personale sanitario, già stremato dalle croniche carenze organiche.»
L’USB Sanità annuncia che continuerà a vigilare con la massima attenzione affinché vengano garantite le tutele per la salute pubblica e le adeguate risorse a salvaguardia del personale e dei pazienti in tutte le strutture sanitarie della Sardegna.












