Il bullismo “non ha età”, una piaga per giovani e adulti che devono combattere contro gesti o parole più taglienti di una lama di coltello: “Cambiano le modalità, cambiano i luoghi, ma il meccanismo è spesso lo stesso”.
La riflessione di Francesca Congiu, educatrice di Monserrato: “Cerco di trasmettere ogni giorno ai ragazzi l’importanza del rispetto, dell’autostima, del saper chiedere scusa e del tutelare chi è più fragile”.
“Si parla tanto di bullismo. Il bullismo è sempre esistito. Non è una scoperta dei nostri tempi. La differenza tra ieri e oggi è soprattutto che oggi abbiamo imparato a riconoscerlo, a chiamarlo per nome e a comprenderne meglio le conseguenze. In passato molte prepotenze venivano considerate semplicemente ragazzate, scherzi, litigi o situazioni da sopportare. Oggi, invece, sappiamo che umiliare, isolare, intimidire o cercare di distruggere l’autostima di una persona può lasciare ferite profonde”.
Il bullismo può anche uccidere, un peso insopportabile per chi è troppo sensibile e non riesce a farsi scivolare parole e gesti ripetuti che feriscono a tal punto da riuscire a sopportare. Accade tra i giovani e non solo: “C’è un aspetto di cui si parla molto meno il bullismo tra adulti. Perché anche da adulti si può essere bulli. E spesso non servono urla, minacce o aggressioni. A volte il bullismo diventa molto più sottile, una battuta detta con finta innocenza, un’insinuazione, una voce messa in giro, una persona sistematicamente screditata alle spalle, un complimento avvelenato, il tentativo di far passare qualcuno per quello che non è solo per isolare un altra persona e averla sotto il proprio controllo. Ci sono adulti che, non riuscendo ad affermarsi con le proprie capacità, cercano di sminuire chi hanno davanti. Non costruiscono il proprio valore, cercano di togliere valore agli altri. E lo fanno spesso in maniera subdola, quasi da vipera, facendo passare le proprie cattiverie per osservazioni innocenti. Ma dietro certe parole c’è un preciso intento, mettere l’altra persona in cattiva luce, creare dubbi su di lei e guadagnare una posizione screditandola. E forse questa è una delle forme più vigliacche di prepotenza, non avere il coraggio o le capacità per confrontarsi apertamente con qualcuno e cercare quindi di colpirlo nell’ombra. Il bullismo non ha età. Cambiano le modalità, cambiano i luoghi, cambiano le parole. Ma il meccanismo è spesso lo stesso. La vera forza, invece, non consiste nel distruggere gli altri per emergere. Consiste nell’affermare se stessi senza avere bisogno di calpestare nessuno. Questo mi hanno insegnato i miei genitori, aiutare, unire, mai dividere. E oggi, da educatrice, è ciò che cerco di trasmettere ogni giorno ai ragazzi l’importanza del rispetto, dell’autostima, del saper chiedere scusa e del tutelare chi è più fragile. Perché, alla fine, chi semina vento raccoglie sempre tempesta”.











