Leo Messi visibilmente commosso resta attonito in lacrime davanti al pubblico argentino sugli spalti ed esce infine, mestamente, dallo stadio. E’ la fine del sogno di lasciare la nazionale da campione del mondo.
Grandi star sul palco del ‘MetLife Stadium di New York’ nella cerimonia di chiusura dei campionati di calcio 2026: Jennifer Hudson ha eseguito l’inno nazionale americano, Robbie Williams, Laura Pausini e Nicole Scherzinger si sono esibiti con “Desire”, Post Malone ha proposto “Chrome HeartBreaker”, “Wow” e “Sunflower” con Swae Lee. IShowSpeed ha cantato “Champions”. Ospite anche Tom Cruise, per un grande spettacolo davanti a 82.000 spettatori.
Ha preso il via subito dopo la finale tra l’Argentina campione del mondo in carica e la Spagna campione d’Europa, che inizia a rendersi pericolosa con Lamine Yamal già al 4° minuto: il giovane talento del Barça scambia con Dani Olmo e riceve palla sulla destra, il suo sinistro rasoterra viene bloccato in due tempi da Dibu Martinez dopo la deviazione di Lisandro Martinez.
Un minuto dopo contropiede argentino con Julian Alvarez, che lancia Messi davanti alla porta: il fuoriclasse argentino viene però fermato da un’ottima lettura del portiere Unai Simon.
E’ la Spagna a tenere il pallino del gioco per tutto il primo tempo, cercando di imbastire azioni offensive ragionate mentre l’Argentina non riesce ad essere efficace in ripartenza e ad arrivare al tiro.
Finisce così il primo tempo a reti inviolate e, nell’intervallo spazio allo spettacolo, con Madonna che apre lo show sulle note di Music: la regina del pop arriva in campo accompagnata da Ronaldo il Fenomeno e Ronaldinho. Lo spettacolo prosegue con la band coreana BTS, l’incursione di Ted Lasso e la voce di Justin Bieber. Torna infine la cantante colombiana Shakira con il suo “Dai dai”, colonna sonora ufficiale del Mondiale, che chiude lo show.
Ad inizio ripresa stesso Leit-Motiv con la Spagna che costruisce gioco e l’Argentina che pensa più ad ostacolare il gioco avversario che a proporre azioni efficaci. Da registrare al 55° minuto una grande azione della Spagna, con uscita palleggiata di Pedro Porro, che serve Dani Olmo; la palla in verticale per Ouarzabal è perfetta, ma il centravanti non riesce a scambiare con Fabian Ruiz e l’occasione sfuma ed ancora al 66° un colpo di testa di Ferran Torres respinto da Dibu Martinez.
Al minuto 78 gran tiro di Cubarsì da fuori area, respinge in angolo il portiere argentino ma, al 90° minuto viene espulso Enzo Fernandez per un intervento durissimo su Cubarsì. L’Argentina chiuderà la gara in 10 uomini.
Al 97° minuto Lamine Yamal su punizione sfiora il gol con un mancino indirizzato all’angolino, ma vola il Dibu Martinez.
Si va ai supplementari con la Spagna che preme sull’acceleratore e si rende pericolosa con Nico Williams, che sfiora di testa da due passi e chiama Dibu Martinez a una grande parata in tuffo; due minuti dopo, lo stesso portiere esce a valanga su Merino che, per liberarsi dalla marcatura di Otamendi, commette fallo: il pallone arriva a Nico Williams che insacca, ma l’arbitro ferma tutto.
Ancora opportunità per Merino, di testa, al minuto 103 che sfiora il gol di pochissimo. Finisce il primo tempo supplementare ed all’inizio del secondo la Spagna trova il vantaggio: torre di Nico Williams che sovrasta Otamendi e conclusione vincente di Ferran Torres. Esplode la gioia degli iberici sul campo e sugli spalti.
Al minuto 113 Ferran Torres trova anche il raddoppio ma la rete viene annullata per fuorigioco. Le emozioni continuano ed al minuto 116 arriva il primo acuto di Leo Messi, che lascia rimbalzare il pallone e colpisce di sinistro con una botta violentissima: il pallone, diretto verso la porta, centra in pieno volto Merino, che cade a terra. L’arbitro non può far altro che fermare il gioco.
Al 119° minuto Argentina vicina al pari: chiusura provvidenziale di Cubarsì dopo un cross rasoterra di Messi che ha servito al centro dell’area per la deviazione vincente dei suoi compagni.
Ancora occasionissima per l’Argentina al minuto 121, sul corner di Messi la palla viene sporcata dalla difesa spagnola e arriva sui piedi di Simeone che, dall’altezza del dischetto, spara alto sciupando clamorosamente l’occasione del pareggio.
Finisce così la finale dopo cinque minuti di recupero, con la vittoria della Spagna che per la seconda volta si laurea campione del Mondo.













