Prezzi stellari per un posto sotto l’ombrellone: anche 100 euro per aggiudicarsi la prima e la seconda fila a Porto Giunco e sulle pagine social scatta la polemica. Un post sulla pagina “Isola d’Elba” mostra i prezzi di uno stabilimento di Villasimius: per gazebo e baldacchino anche 210 euro e in poche ore centinaia di commenti aprono l’ennesima discussione sul caro prezzi anche per godersi una giornata di relax al mare.
Tutti in Sardegna per le vacanze estive, i dati parziali di questi mesi confermano che l’isola rimane una delle mete ambite dove trascorrere le giornate al mare. Acqua cristallina, sabbia candida e fine, ma a quale prezzo? Le località più fashion si sfidano a suon di costi anche a 3 cifre, troppo alti per l’italiano medio che non trova giusto dover pagare così tanto per usufruire del servizio. Non tutti, infatti, possono portare con se ombrelloni e spiaggine ma noleggiarle in spiaggia potrebbe significare il tracollo.
Certo, i prezzi variano in base alla località scelta, ma perché bisogna decidere la destinazione in base ai costi? Il mare e le spiagge, insomma, sono di tutti, un cifra proporzionata ovunque sarebbe, quindi, l’ideale.
“In Sardegna si può andare col proprio ombrellone e la borsa frigo. Ci sono tantissime spiagge libere da nord a sud. Spesso si trova l’ombrellone nella casa che si affitta,se proprio non si vuol portare da casa. Ovvio che se si vuole il residence sul mare e spiaggia attrezzata si spende tanto ovunque. Il paragone tra Sardegna e Elba è totalmente inappropriato. Non si può paragonare una regione ad un’isoletta” si legge tra i tanti commenti.
“Sono stato fine giugno a Chia ( spiaggia magnifica che l’isola d’Elba può solo permettetersela in sogno).
Ombrellone con 2 lettini e tanto spazio intorno. 22 euro.
E parcheggio all’ombra a sette euro.
Spiaggia e mare da sogno”.
Andate all’estero, Grecia, anziché farvi prendere per il cxxo dagli esercenti italiani”.
“Penso che la gente ormai sia stanca, a parte per i prezzi ma dal fatto di non sentirsi uguali agli altri paesi con turismo balneare che si affacciano sulle coste. Dover pagare per frequentare una spiaggia è fuori dalla logica che qualifica spiagge e demanio proprietà dello stato e quindi di tutti noi cittadini” si legge ancora. “Qui non si critica il lusso, ma che questo venga praticato esclusivamente su spiagge che dovrebbero accogliere tutti ed invece addirittura ne vietano il passaggio e le sbarrano con cancelli. Chi desidera pagare 209 euro o più al giorno, lo faccia pure ma li ci può arrivare chiunque col suo bravo ombrellone e borsa frigo e godere di quel posto. Per le spiagge libere deve essere la lotta che dovremmo fare per diventare come gli altri paesi e non essere oppressi”.
Non tutti sono d’accordo, però: “Ci sono alcune spiagge, soprattutto in Sardegna, che se i gestori degli stabilimenti balneari non applicassero certi prezzi, quando sei sulla spiaggia dovresti chiedere il permesso per entrare in acqua.
E quando finalmente hai raggiunto l’acqua dovresti chiedere un’altro permesso per riuscire a ritagliarti 4 metri quadri di spazio per fare due bracciate”.
Insomma, l’estate è al giro di boa ma non le polemiche che continuano ad animare le discussioni sotto l’ombrellone.