Giorni difficili per chi sta male e si reca al pronto soccorso come per chi ci lavora tutti i giorni: file interminabili di pazienti, ore estenuanti di attesa che sembrano non passare mai. E fuori le ambulanze si moltiplicano, fanno anche loro la fila nel caldo infernale che non da tregua. Tante le segnalazioni che raccontano i disagi e anche sui social le testimonianze si uniscono a quelle dei medici: “Dentro ieri eravamo noi a correre e cercare di rispondere e aiutare tutti. E ci saremo anche oggi e i giorni a venire. Il paziente, se fortunato, ci si trova una volta all’anno, noi viviamo li. Pensateci quando tornate a casa stupefatti per tutto quello che avete visto, perché è nei nostri occhi e sulle nostre spalle ogni giorno. Tutti noi ce la mettiamo proprio tutta” spiega una dottoressa del pronto soccorso.
“Dalle 8:30 di questa mattina sono al Pronto Soccorso del Santissima Trinità di Cagliari. In sala d’attesa ci sono anziani, famiglie, persone che soffrono e aspettano il proprio turno. Fuori, le ambulanze continuano ad arrivare. Dentro, medici, infermieri e operatori sanitari fanno quello che possono, spesso dovendo sopportare anche le lamentele di chi aspetta da ore.
Ma la colpa non è loro.
La frase che più mi ha colpito oggi è stata: “Purtroppo hanno chiuso o ridimensionato altri ospedali e le persone si riversano qui. Siamo troppo pochi e non riusciamo a gestire tutti.”
E allora mi chiedo: quanti giovani stanno studiando Medicina? Quanti, dopo anni di sacrifici, aspettano ancora di poter fare il lavoro per cui hanno dedicato una parte della loro vita? Com’è possibile che, mentre manca personale negli ospedali, ci siano professionisti che faticano a entrare nel sistema?
A tutto il personale sanitario va la mia più sincera solidarietà” spiega Davide. “Voi siete il volto di un sistema che troppo spesso viene lasciato solo.
Negli ultimi anni abbiamo sentito tante promesse: liste d’attesa da abbattere, più medici, una sanità più efficiente. Oggi, però, la realtà racconta altro: pronto soccorso sovraffollati, carenza di personale e cittadini costretti ad aspettare per ore, quando non per mesi”.
“La Sardegna merita molto di più. E lo meritano anche tutti quei professionisti che ogni giorno, nonostante tutto, continuano a prendersi cura di noi”.













