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S’Ammentarzu, lav/Oro tra le mani

di mauriziobistrusso
20 Giugno 2017
in eventi

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Un viaggio attraverso la Sardegna del lavoro nel racconto di chi lo ha vissuto nei passaggi generazionali degli ultimi 50 anni, o lo ha perso nel segno di un modello di sviluppo tradito, tramontato, per reinventarsi in un ritorno alla terra, e alle sue risorse, come approdo di salvezza da una crisi economica che ha tanti vinti, ma ancora pochi vincitori.
E’ con questa parabola sociale che il documentario “S’Ammentarzu – Lav/Oro tra le Mani” ha raccontato con lo sguardo del cinema la storia di un’Isola ferita nella dignità della mancanza di occupazione, ma capace comunque di non rassegnarsi, e ripartire da sé, da ciò che ancora resta dopo le laceranti contraddizioni del progresso.
E’ la Sardegna vista dagli occhi del Terzo Settore (volontariato e cooperative sociali), dove quotidianamente si vive in prima linea la difficile trincea del sociale, le trame invisibili di chi non ce la fa, di chi lotta. È a questa realtà che il Terzo settore sardo ha voluto dar voce, stavolta senza il filtro della cronaca, senza il linguaggio distorto della politica, ma direttamente in prima persona, dando spazio alla verità, agli eroi del quotidiano.
Il cortometraggio, girato nel corso di un anno tra i territori di Oristano, Ottana, Sulcis Iglesiente e Cagliari, è stato scritto da otto dirigenti del mondo della solidarietà sardo, coordinati dalla formatrice Maria Giovanna Dessì: Gianna Alessi, Gianluca Ardu, Laura Caggiari, Enrico Masala, Giorgia Massa, Massimo Moi, Renzo Mongittu e Marco Nioi. Sono i protagonisti del laboratorio di comunicazione sociale promosso e sostenuto dalla Fondazione con il Sud, nell’ambito del progetto nazionale “FQTS_Formazione Quadri Terzo Settore”, attivo nelle sei regioni meridionali. Il prossimo 21 febbraio, il lavoro sarà presentato ufficialmente a livello nazionale nel corso del forum nazionale di Salerno.

IL TITOLO
S’Ammentarzu in lingua sarda, è il termine con cui si indica il pugno d’impasto anticamente conservato nei processi di panificazione per avere sempre a disposizione la base levitante. Il cosiddetto lievito madre, che genera la vita ed è a sua volta un derivato della vita. In passato, era uso donare S’Ammentarzu ai propri vicini di casa, come gesto di condivisione sociale: un bene proprio che diventa comune, rafforzando così quei legami di vicinato che esprimevano l’anima e il corpo della comunità.

IL PROGETTO
Partendo dal tema principale dell’edizione 2013 del progetto FQTS, “l’Economia Solidale”, i partecipanti hanno raccolto tre storie di vita, appartenenti a tre distinte fasi della storia recente, al fine di raccontare l’evoluzione del lavoro con un focus particolare sul contributo del terzo settore nel generare il cambiamento.

LA STORIA
Un’indagine generazionale (un ideale nonno, padre, figlia) che racconta le mutazioni sociali dell’Isola negli ultimi 60 anni. Il racconto della Sardegna contadina è affidato al sig Candidu Denti di Ottana, che ricorda un’isola dove tutto si incentra sul bene terra, sul mondo rurale, sugli usi e i costumi di quel periodo.
La genesi e la crisi della Sardegna del sogno industriale è affidata ad Antonello Pirotto di Carbonia, ex operaio dell’Eurallumina, ora cassintegrato, che racconta i benefici dell’industria per l’Isola e auspica una ripresa degli impianti.
L’emergere di una nuova tendenza legata al terzo settore e all’economia solidale è affidata al racconto di Manuela Atzori di “Is Aios” frazione di Nuxis, tornata da Milano per iniziare la coltivazione dello zafferano. La sua storia, legata a quella dell’associazione Centro di Sperimentazione Autosviluppo, ci parla di una nuova idea di economia, fondata sui legami sociali, sulla condivisione e sul rispetto per l’ambiente.
Nella storia raccontata nel documentario, la forza dei legami sociali e del supporto fornito dall’ Associazione spinge la giovane donna a tornare nella sua terra e proporre una nuova idea per lo sviluppo del territorio.
Il racconto dell’attività di Manuela mette in luce nuovi diritti rimasti per troppo tempo inascoltati come ad esempio quello di vivere in un territorio dove salute (dell’uomo e dell’ambiente) e lavoro non siano per forza in contrapposizione.
Pur lontana nei tempi e nei luoghi questa trilogia è accomunata dall’unica certezza dell’approdo alla terra e ai legami sociali ereditati dalla tradizione. Ovvero, S’Ammentarzu. Lievito madre di lavoro, di speranza e legami sociali.
La Formazione dei Quadri del Terzo Settore, progetto all’interno del quale è nato il documentario S’Ammentarzu, vede come promotori il Forum del Terzo Settore, la Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore, la Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato (ConVol), Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet).

Tags: cinemalavoroSardegna
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