Quarantotto ore con un corpo estraneo nell’occhio, a nove anni, perché è impossibile trovare un’assistenza oculistica adeguata nell’intero Campidano: una mamma denuncia la carenza nell’assistenza oculistica pediatrica d’emergenza in Sardegna dopo che il figlio di 9 anni, a seguito di un incidente al parco avvenuto sabato, ha dovuto attendere fino al lunedì per una visita specialistica, con l’occhio gonfio e dolorante e il serio rischio di infezioni. La famiglia, dopo essersi rivolta alla Guardia Medica e al Pronto Soccorso del Brotzu, riferisce di non aver trovato una struttura disponibile a effettuare una visita oculistica d’urgenza sul bambino. La segnalazione è contenuta in una lettera arrivata alla nostra redazione, nella quale il genitore chiede un intervento della Regione e una riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria pediatrica.
Ecco il testo della lettera:
“Scrivo per condividere quanto accaduto a mio figlio di 9 anni, sperando di stimolare una riflessione pubblica e un intervento delle istituzioni regionali su una falla grave del nostro sistema sanitario.
Sabato, verso le 19, mio figlio ha subito un piccolo incidente al parco. Dopo un primo passaggio in Guardia Medica, alle 4 di domenica mattina la situazione è peggiorata: l’occhio si è gonfiato, era dolorante e lacrimava senza sosta. Ci siamo quindi diretti al Pronto Soccorso del Brotzu. La dottoressa, con estrema gentilezza, ci ha spiegato di poter garantire la visita pediatrica ma non quella oculistica, poiché la struttura non dispone di oculisti per le emergenze.
Il quadro clinico — avvalorato sia dalla Guardia Medica che dallo stesso medico del Brotzu — fa pensare con molta probabilità alla presenza di un corpo estraneo nell’occhio. Nonostante questo, nessun presidio ospedaliero del Campidano ha potuto effettuare la visita: l’urgenza oculistica pediatrica sembra non essere prevista nel nostro territorio e il Policlinico di Monserrato accetta unicamente pazienti dai 14 anni in su.
L’unica risposta è stata una terapia farmacologica di supporto e il rinvio al lunedì mattina. Mi chiedo: è davvero accettabile che nel 2026 un bambino di 9 anni debba rimanere per 48 ore con un sospetto corpo estraneo nell’occhio senza che alcuno specialista possa intervenire, solo perché è domenica?
Non pretendo trattamenti di favore, ma è inammissibile che la Regione Sardegna lasci il territorio del tutto scoperto su emergenze pediatriche di questo tipo. L’auspicio è che denunciare pubblicamente questo fatto serva a smuovere chi di dovere, affinché non ci si ritrovi più davanti a risposte di questo tipo quando è in gioco la salute dei nostri figli”.












