Un mese per accertare la verità che si cerca nei telefoni e nei tablet sequestrati: i dispositivi elettronici, una decina in tutto quelli che vengono analizzati, potrebbero contenere elementi decisivi per ricostruire gli ultimi passaggi della storia e, soprattutto, chiarire il movente una volta per tutte.
Al centro delle indagini c’è Alessandro Pintus, accusato di aver ucciso il fratello e la moglie e di aver tentato di investire un uomo residente a Solanas che, secondo la ricostruzione degli investigatori, si trovava all’alba del 23 luglio nel bar della tragedia. Dopo aver sparato un colpo alla testa della moglie, Pintus avrebbe infatti cercato di investire il testimone con la propria auto. L’uomo sarebbe riuscito a evitare il veicolo, spostandosi dalla traiettoria e mettendosi in salvo.
Subito dopo, come ormai tristemente noto, il killer reo confesso ha raggiunto la casa di famiglia al Margine Rosso, a Quartu Sant’Elena, dove ha ucciso il fratello Andrea, 42 anni.
Ora gli accertamenti sui dispositivi elettronici permetteranno agli investigatori di ricostruire contatti, messaggi, telefonate e spostamenti dei protagonisti, facendo luce sui rapporti tra le persone coinvolte e sui motivi che hanno innescato la sequenza di violenza culminata nei due episodi.












