Decimomannu, dopo la morte di Maurizio il Comitato per la sicurezza della ss 130 scrive in Procura: “Non sopporteremmo ulteriori tragedie”.
Denunce che si susseguono nel tempo, battaglie e proteste per chiedere che la strada venga messa in sicurezza: “Ci siamo mossi e abbiamo presentato la soluzione provvisoria, ma niente. Nulla è stato fatto. Adesso tutti vogliono trovare la soluzione, non è accettabile. I morti rimangono sulla coscienza”.
Ancora un morto, ancora una vita umana spezzata su quella strada maledetta: il Comitato, riunitosi in seduta straordinaria del 5 novembre 2026, intende richiamare l’attenzione del Procuratore sui fatti che denuncia e segnala. “Così come, per l’ennesima volta, richiama gli Enti alle loro responsabilità dirette a promuovere tutte le azioni possibili ed idonee e adeguate per assicurare la sicurezza della S.S. 130 al crocevia per Decimomannu, rimuovendo altresì ogni ostacolo che finora ha causato numerose vittime mortali e tenuto in ostaggio famiglie e attivita’ imprenditoriali, causando danni ingenti a tutto il territorio”.
In tre anni è già la seconda vittima travolta dalle auto in corsa mentre tentava di attraversare la strada.
“Osserviamo che non sono bastate le innumerevoli proteste, seguite da altrettanti numerosi documenti che mettevano in risalto la pericolosità della strada, soprattutto dopo l’ennesimo incidente mortale avvenuto nell’ormai famoso incrocio della morte, Decimomannu-San Sperate.
Abbiamo perso il conto a quante tragedie abbiamo dovuto assistere negli ultimi mesi.
Abbiamo più volte rimarcato il bisogno urgente di intervenire per ridurre al minimo la pericolosità del suddetto incrocio.
Solo parole e promesse di intervento mentre il calendario scorreva inesorabilmente e il pericolo non dava tregua.
Che tipo di priorità da parte della politica regionale e dei vari enti preposti per la messa in sicurezza è stata adottata per la prevenzione dei pericoli conseguenti la circolaione stradale, vista l’esclusione dell’incrocio in questione Decimomannu-San Sperate?
E’ una domanda denuncia che vogliamo porre all’attenzione della Procura di Cagliari, per capire, una volta per tutte, quale ruolo ha il Comune di Decimomannu nonostante la sua importanza strategica nel territorio, come paese che eroga servizi importantissimi, Sanita Trasporti, Scuole Superiori, impianti sportive, oltre che essere il baricentro per tre territori diversi: Sulcis, Guspinese e Trexenta. Per non tacere poi delle attività economiche imprenditoriali che si affaciano sula SS. 130, con sedi operative al di là della stessa arteria stradale.
Per rispetto delle decine di vittime cadute in disgrazia dentro quella strada, per dare risposta alle migliaia di persone, imprese e lavoratori che risiedono e che ogni giorno sono costretti ad attraversare l’incrocio maledetto con qualsiasi mezzo di trasporto a loro disposizione, anche a piedi.
Per tutto ciò vogliamo chiarezza e giustizia” si legge nel documento firmato dal Presidente Ottavio Schirru.
Ci chiediamo anche se la coscienza degli Amministratori non sia abbastanza satura di rimorsi o per meglio dire non sia la solita routine giornaliera dei soliti problemi da inserire nell’agenda dei “ricordi”.
Non vogliamo pensare male, ma non si può più accettare questo stato di fatto.
La sicurezza è un diritto non un privilegio”.
Il paradosso: “Come se non bastasse si autorizzano lavori infrastrutturali, vedi, nell’estate appena trascorsa, la posa in opera della fibra all’interno della rotonda senza un minimo di prevenzione e controllo del traffico, con un cantiere aperto e automezzi di lavoro parcheggiati anche di notte senza un minimo di illuminazione di sicurezza.
Il 4 novembre alle 20.30 con un buio tenebroso è arrivata puntuale un’altra sentenza. Un ragazzo di soli 19 anni ha perso la vita, mentre si apprestava a superare il maledetto incrocio per andare a visitare i propri cari residenti al di la della SS130.
Oltre alle dinamiche dell’incidente, che saranno le forze dell’ordine ad accertare e stabilirne le responsabilità, ci chiediamo: è mai possibile che un cittadino non possa circolare liberamente nel proprio territorio senza mettere a rischio la propria vita, come recita l’art. 16 della costituzione?
Chi dovrebbe garantire questo principio di libertà?
Pensiamo senza ombra di dubbio che siano le istituzioni ai vari livelli.
Ci chiediamo ancora, come mai e per quale motivo l’incrocio a raso di Decimomannu-San Sperate dopo 57 anni dalla sua realizzazione non sia mai stato dotato di un minimo di strumenti per la sicurezza, mentre gli incroci simili del comune di Assemini e del comune di Elmas si è provveduto da parecchi anni addietro?”
Rimane il dolore per il piccolo Maurizio, 19 anni, una vita davanti a se interrotta all’improvviso mentre andava a casa della fidanzata che ora, assieme a tutti i familiari, piange e si dispera per la tragedia che ha macchiato di sangue, ancora una volta la ss 130.













