Dagli aumenti Tari ai rincari per l’occupazione del suolo pubblico passando per le batterie di accumulo Bess: “Quella del sindaco Pisu non è mai stato il nostro progetto, né la sua visione di amministrare Quartucciu ha mai rispecchiato i nostri metodi e i nostri intenti”.
“In questi anni abbiamo denunciato una gestione accentratrice, caratterizzata dalla mancanza di un reale confronto democratico e dalla sistematica marginalizzazione della minoranza. Le convocazioni dei Consigli comunali al mattino in assenza di pubblico, la bocciatura della mozione relativa all’istituzione delle commissioni consiliari, l’assenza di un dibattito su opere pubbliche, sicurezza e urbanistica sono esempi di un modo di amministrare che ha progressivamente svuotato il Consiglio comunale del proprio ruolo” spiegano gli ex consiglieri di opposizione.
“Il bilancio dell’amministrazione è ben lontano dall’immagine di buona gestione che oggi Pietro Pisu rivendica. Restano l’aumento della TARI, dell’addizionale Comunale, dell’imposta sulla pubblicità, i rincari per l’occupazione del suolo pubblico, l’introduzione della tassa sui passi carrabili, l’aumento significativo dell’IMU, accompagnato persino dall’introduzione del recupero retroattivo dell’imposta, la privatizzazione degli impianti sportivi, i ritardi urbanistici e le criticità nella programmazione ed esecuzione delle opere pubbliche, che mai hanno visto il coinvolgimento dei cittadini e che hanno reso Quartucciu un cantiere perenne, il fallimento del progetto del bus a chiamata per i borghi. A questa amministrazione si devono anche la realizzazione delle batterie di accumulo nell’agro, nell’ambito del progetto denominato Quartucciu BESS. Una scelta in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo nel resto dell’isola, dove le amministrazioni locali si battono per contrastare la speculazione energetica e tutelare il proprio territorio. E come non citare poi le velleità di ampliamento volumetrico del centro commerciale Le Vele, testimoniate dagli atti di indirizzo favorevoli adottati, anche in questo caso a discapito della tutela del paesaggio e con sicure ripercussioni sulla sopravvivenza dei negozi di vicinato. Ma il problema più grande riguarda l’assenza di una vera visione strategica per lo sviluppo di Quartucciu. In dieci anni di amministrazione Pisu, la città non ha conosciuto quella svolta che ci si sarebbe potuti aspettare, soprattutto in un periodo caratterizzato da importanti opportunità di finanziamento pubblico”.
Un esempio? “Le scelte sulle opere pubbliche. La realizzazione di una nuova scuola finanziata con fondi PNRR ha sollevato, da parte nostra, diversi interrogativi riguardo alla coerenza dell’intervento con l’andamento demografico, alla sostenibilità dei futuri costi di gestione e alla stessa scelta dell’ubicazione del plesso, situato tra due antenne di telefonia mobile, considerato che l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibilmente cancerogeni per l’uomo. Allo stesso modo, il dietrofront sul campo da calcio in erba, per il quale sono stati investiti oltre un milione di euro di fondi pubblici e che, secondo gli interventi previsti, sarà smantellato, impone una riflessione sulla qualità della programmazione e sull’utilizzo delle risorse della collettività. A ciò si aggiungono gli oltre 5 milioni di euro destinati al rifacimento del palazzo comunale, una cifra considerevole che impone una riflessione sulle priorità di spesa dell’amministrazione e sull’effettiva sostenibilità degli investimenti realizzati anche in relazione alle reali esigenze della comunità. Nel frattempo, il centro storico è rimasto ai margini delle politiche di rilancio, senza una strategia incisiva capace di restituirgli vitalità e attrattività. Peraltro, al di là dei vanti del sindaco, molte delle opere pubbliche realizzate, così come quelle tuttora in corso di esecuzione, erano già state programmate dalle amministrazioni precedenti. È mancata, dunque, la capacità di imprimere all’azione amministrativa un indirizzo nuovo, autonomo e riconoscibile, fondato su una visione strategica e innovativa dello sviluppo della città. Anche sul bilancio è necessario fare chiarezza”.
Vacca, Meloni, Perra, Cocco e Paderi aggiungono: “Contrariamente a quanto affermato dal sindaco, all’ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì scorso non figuravano le misure da lui prospettate: la significativa riduzione dell’IMU, gli investimenti per la sicurezza del centro urbano e delle campagne, i ristori ai commercianti delle vie Rosselli e Don Minzoni e gli interventi a sostegno delle famiglie e il contrasto alle discariche abusive. Si tratta di questioni sulle quali il sindaco pone oggi l’accento, dopo la caduta del Consiglio comunale, ma che nel corso del suo mandato non hanno ricevuto l’attenzione e le risposte che avrebbero meritato. Sappiamo, infatti, che per il mese di novembre era prevista una variazione di bilancio in un contesto ormai proiettato verso la campagna elettorale, e non l’approvazione di un pacchetto di interventi già definiti e finanziati. È una distinzione sostanziale, che merita di essere chiarita per evitare rappresentazioni fuorvianti dell’azione amministrativa. Le risorse pubbliche appartengono alla collettività e devono essere impiegate nell’interesse generale, sulla base di priorità concrete e trasparenti, non trasformate in uno strumento di propaganda elettorale. Anche sul Piano di Risanamento Urbanistico (PRU) siamo ben lontani dal punto di arrivo. Nonostante il progetto fosse già disponibile cinque anni fa, restano irrisolte questioni fondamentali relative ai costi, agli espropri, alla sostenibilità economica e alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, per le quali il progetto non risulta ancora avviato. Si è arrivati al paradosso di prevedere espropri di intere aree che coinvolgerebbero anche cittadini che hanno manifestato la volontà di aderire al piano. Una situazione che, come denunciato più volte, solleva seri interrogativi sulla sostenibilità e sull’effettiva attuabilità dell’intervento. Anche sul Piano Urbanistico Comunale (PUC), cinque anni non sono stati sufficienti a produrre risultati concreti. Sarà il commissario a occuparsi dell’approvazione del bilancio di previsione, garantendo la continuità amministrativa. Non vi sono quindi ragioni per alimentare allarmismi su un presunto blocco dell’attività comunale. La fine di questa esperienza politica non coincide con la paralisi della città: Quartucciu continuerà a funzionare, indipendentemente dalle sorti personali e politiche di chi l’ha amministrata. Infine, la volontà di ricandidarsi, manifestata a poche ore dalla caduta della maggioranza, ripropone dinamiche già viste cinque anni fa. Allora furono isolati cinque consiglieri e il vicesindaco; oggi sono stati messi da parte tre consiglieri e la vicesindaca in carica. Una vicenda che mette ancora una volta in luce le profonde divisioni interne alla coalizione e, soprattutto, un modo di intendere e gestire i rapporti umani e politici segnato dalla mancanza di condivisione, lealtà e rispetto nei confronti delle persone, prima ancora che degli alleati”.












