Quartu Sant’Elena è l’unica città sopra i 50.000 abitanti senza Pronto Soccorso”. Lettera aperta alla Presidente della Regione Alessandra Todde
Quartu senza presidio d’urgenza, l’affondo dell’ingegner Capra, dopo un approfondito studio ingegneristico-finanziario: “Un’anomalia unica in Italia, riapriamo l’ex Marino”
Nonostante la mancata elezione in Consiglio Comunale tra le fila dei Federalisti autonomisti Liberal democratici, la battaglia per la sanità del territorio non si ferma. L’ingegner Enrico “Eric” Capra ha inviato alla vigilia di Ferragosto una lettera ufficiale via Pec alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, presentando un vero e proprio progetto ingegneristico-finanziario per la riapertura urgente del Pronto Soccorso presso la struttura dell’ex Ospedale Marino.
La struttura, che fino al 2019 garantiva un presidio fondamentale prima della chiusura legata alla gestione Covid e alla cronica carenza di personale, è oggi al centro di una proposta di riconversione parziale in Casa di Comunità. Capra propone di destinarne l’altra metà a presidio d’emergenza-urgenza, offrendo numeri e dati a supporto della tesi.
Ecco i quattro punti chiave contenuti nella lettera aperta che giustificano la riapertura immediata della struttura:
1. Un’anomalia nazionale e la violazione dei diritti costituzionali
Quartu Sant’Elena è l’unica città italiana con oltre 50.000 abitanti a non disporre di un Pronto Soccorso pubblico. Secondo l’ingegnere, questa assenza si scontra direttamente con i principi della Costituzione Italiana: Art. 2 (Diritti inviolabili): i ritardi sistematici nell’assistenza d’emergenza ledono il diritto alla vita; Art. 3 (Principio di uguaglianza): i cittadini quartesi subiscono una discriminazione sul rischio salute rispetto al resto d’Italia; Art. 32 (Diritto alla salute): viene meno la garanzia statale di un’assistenza tempestiva.
2. Tempi di intervento triplicati rispetto agli standard OMS
I dati sui tempi di percorrenza stradale sono allarmanti. Oggi un cittadino di Quartu impiega in media 28-35 minuti per raggiungere i Pronto Soccorso attivi di Cagliari (come il Brotzu, il Policlinico o il Santissima Trinità). Gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i codici rossi prevedono invece una finestra di 8-10 minuti. Considerando che ogni minuto di ritardo in caso di arresto cardiaco riduce la sopravvivenza dell’1-2%, la vicinanza dell’ex Marino (a soli 9 minuti dal centro di Quartu) rappresenta un fattore salvavita.
3. Sostenibilità economica: costa il 41% in meno di un nuovo ospedale
I numeri del piano economico-strategico allegato alla lettera evidenziano la convenienza del recupero rispetto a una nuova costruzione. L’adeguamento dell’ex Marino richiederebbe infatti 9,46 milioni di euro, contro i 16 milioni stimati per una struttura ex novo (un risparmio netto del 41%). E riguardo ai tempi di realizzazione l’opera sarebbe pronta in 26 mesi anziché 48.
Ogni euro investito genererebbe un ritorno di 4,2 euro per le casse regionali, con un risparmio annuale stimato tra 500.000 e 800.000 euro solo sui costi di trasporto in ambulanza. I fondi potrebbero essere attinti da FSC, bilancio regionale e cofinanziamento comunale.
4. Decongestionamento dei Pronto Soccorso cagliaritani
L’ex presidio del Poetto viaggiava storicamente su ritmi superiori ai 30.000 accessi all’anno. Secondo lo studio, la riapertura permetterebbe di assorbire oltre l’80% dei 12.000-15.000 accessi annui generati dai soli cittadini di Quartu che attualmente gravano sulle strutture del capoluogo, riducendo del 18% la pressione totale sui Pronto Soccorso di Cagliari.
Per superare il problema della carenza di personale medico, Capra suggerisce una convenzione strategica con l’Università di Cagliari per l’impiego dei medici specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza, offrendo contratti attrattivi all’interno di un polo moderno e strategicamente posizionato.












