CAGLIARI – La nascita del movimento civico “Cagliari No Ciclabili” ha suscitato sui social reazioni tutt’altro che favorevoli. Sono numerosi i commenti critici nei confronti dell’iniziativa, che sembra improvvisata. Molti utenti contestano anche il nome scelto dal movimento, ritenendolo semplicistico e poco efficace nell’affrontare un tema complesso come quello della mobilità cittadina. Secondo diversi interventi, il rischio è quello di ridurre il dibattito a uno scontro tra favorevoli e contrari alle piste ciclabili, quando il vero nodo riguarda la qualità della progettazione e della pianificazione.
«È un classico di questi comitati: iniziare dicendo “non siamo contro le ciclabili” per poi lasciare intendere che, in fondo, non le vogliono», scrive un lettore. Altri liquidano il movimento con commenti come «Ritorno al Medioevo!», «Che arretratezza!», «Che pesantezza!».
Tra gli interventi più articolati emerge una riflessione condivisa da diversi utenti: il problema non sarebbero le ciclabili in sé, ma il modo in cui molte sono state realizzate.
«Il risultato di almeno quindici anni di ciclabili realizzate male», osserva una cittadina, spiegando che sceglierebbe volentieri la bicicletta per andare al lavoro se esistesse un collegamento realmente sicuro tra la zona di Amsicora e viale Trieste. «È tutto in piano e sarebbe facile realizzare una pista continua, invece oggi non saprei dove passare senza rischiare. Il problema è come hanno fatto certe ciclabili: pericolosissime». Un intervento che sintetizza una delle posizioni più ricorrenti emerse nella discussione: non una contrarietà alla mobilità ciclabile, ma la richiesta di infrastrutture continue, sicure e progettate con maggiore attenzione.
roprio per questo, diversi cagliaritani giudicano l’iniziativa del nuovo movimento poco incisiva, ritenendo che limitarsi a dire “no” alle ciclabili difficilmente possa contribuire a risolvere le criticità esistenti.
Non a caso nelle ultime settimane sta riscuotendo invece molto successo la petizione, promossa dal Consigliere comunale di opposizione Giuseppe Farris, nata con l’obiettivo di aprire un confronto con l’amministrazione sulle scelte riguardanti la mobilità urbana. Un’iniziativa che punta a raccogliere proposte e osservazioni per individuare possibili correttivi e punti di incontro con chi oggi governa la città, nella prospettiva di migliorare i progetti esistenti attraverso un dialogo istituzionale.
Due approcci differenti che, osservando il dibattito sviluppatosi online, suscitano reazioni molto diverse tra i cagliaritani.











