Ha lottato, con tutte le sue disperate forze mentre la Sardegna intera pregava e sperava. Ma che la situazione fosse disperata era chiaro fin dal primo momento: Michela Rubiu è morta oggi, dopo 25 giorni di agonia. Non rivedrà mai più sua figlia, 15 anni, che era lì quando il compagno della madre, Alessandro Pintus, le ha sparato un colpo di pistola in testa. E non rivedrà mai più il piccolo di 18 mesi avuto proprio con il suo assassino.
L’ennesimo femminicidio che lascia senza parole e forse senza neanche speranze: ancora una volta., un uomo ha deciso di far fuori la donna che considerava di sua proprietà. Finito con Michela, Alessandro Pintus, 39 anni, ha tentato di investire un testimone, lì davanti al bar che gestiva con Michela a Solanas, ed è andato nella casa di famiglia ad ammazzare suo fratello Andrea Pintus, 42 anni, in una folle sequenza di violenza.
Il movente non è ancora chiaro: gli esperti stanno analizzando tablet e telefonini di Michela e dei due fratelli Pintus, considerati strumenti decisivi per arrivare alla verità.













