Centinaia di cittadini di Nurallao senza medico di base. È questa la denuncia del Comitato Sanità Bene Comune – Sarcidano Barbagia di Seulo che “esprime tutto il proprio disappunto per la situazione, a nostro avviso inaccettabile, venutasi a creare a Nurallao, dove centinaia di cittadini si trovano nuovamente privi del proprio Medico di Medicina Generale”, si legge nel comunicato diramato in queste ore.
“La crisi della Medicina di Base è ormai nota ed estesa. Ma la carenza di medici non può diventare una giustificazione permanente, né può trasformarsi in una condizione di normalità alla quale rispondere semplicemente facendo spallucce.
Il Medico di Medicina Generale, oltre alle proprie indispensabili funzioni specifiche, rappresenta per il cittadino la porta d’ingresso al sistema sanitario: garantisce una presa in carico orientata ai bisogni, tempestiva e personalizzata, e costituisce una cerniera fondamentale con gli altri servizi sanitari”.
“Per questo”, specifica la nota, “riteniamo inadeguate le modalità e, soprattutto, le tempistiche con cui Azienda e Distretto hanno affrontato la situazione di Nurallao.
La dottoressa Enrica Murgia, il cui incarico è terminato il 7 agosto, aveva comunicato formalmente le proprie dimissioni il 16 giugno.
Sono trascorsi quindi oltre cinquanta giorni tra la comunicazione delle dimissioni e la cessazione effettiva del servizio.
Che cosa hanno fatto, in questi cinquanta giorni, l’Azienda e il Distretto per garantire la continuità dell’assistenza primaria a Nurallao?”, chiede il comitato.
“Non risultano, almeno dagli atti pubblicamente disponibili, provvedimenti tempestivi finalizzati a evitare il vuoto assistenziale.
E questo appare ancora più difficile da comprendere se si considera che la stessa ASL Cagliari, nella deliberazione relativa alle sedi carenti per il 2026, aveva individuato l’ambito 5.1, comprendente Escolca, Gergei, Isili, Nuragus, Nurallao e Serri, prevedendo due incarichi da pubblicare a ruolo unico.
La ASL aveva inoltre dichiarato di aver individuato le sedi carenti tenendo conto anche delle cessazioni previste nel corso dell’anno, proprio nell’ottica di garantire la continuità assistenziale.
Di fronte a questo quadro, la domanda è inevitabile: se le cessazioni erano prevedibili e se la carenza era già stata formalmente riconosciuta, perché non si è arrivati preparati alla scadenza del 7 agosto?”
“Ancora più grave”, sottolinea il comitato, “è la soluzione prospettata dal Distretto nella comunicazione trasmessa il 10 agosto al Sindaco di Nurallao.
Ai cittadini rimasti senza Medico di Medicina Generale viene indicato di rivolgersi, per ricette e altre necessità, alla Guardia Medica dell’Ospedale di Isili, precisando al contempo che l’utenza dovrà prestare attenzione a non interferire con la funzione propria del servizio, che dovrà essere prioritariamente destinato alle sue funzioni istituzionali.
Una soluzione che, più che risolvere il problema, sembra trasferirlo su un altro servizio sanitario, che ha già una propria funzione e deve garantire l’assistenza agli utenti di diversi Comuni.
Non è questa la continuità assistenziale che ci si aspetterebbe per i cittadini di Nurallao.
Non si può colmare strutturalmente l’assenza del Medico di Medicina Generale caricando una situazione già emergenziale sulla Guardia Medica. E non si può chiedere ai cittadini, contemporaneamente, di rivolgersi a quel servizio per le proprie necessità e di fare attenzione a non interferire con le sue funzioni.”
“C’è poi un’altra questione che riteniamo doveroso sollevare”, prosegue il comitato.
@Nei mesi recenti, in più occasioni, Giunta e Azienda hanno scelto di escludere il Comitato da incontri e momenti di confronto importanti sulle problematiche sanitarie del territorio.
Abbiamo sempre sostenuto che il Comitato non debba sostituirsi alle istituzioni, ma che debba poter svolgere il proprio ruolo di rappresentanza e di interlocuzione, portando ai tavoli le istanze concrete delle comunità.
Oggi, di fronte a quanto sta accadendo a Nurallao, non possiamo non chiederci se la sottovalutazione del ruolo del Comitato e delle istanze da esso rappresentate non abbia contribuito a indebolire la capacità di leggere per tempo la gravità di situazioni come questa.
Se il confronto con il territorio viene ristretto, si rischia di perdere proprio quelle informazioni e quelle sollecitazioni che possono consentire alle istituzioni di intervenire prima che l’emergenza diventi realtà.
E allora un’altra domanda è inevitabile:
come sono state affrontate queste problematiche nei recenti tavoli tra Azienda, Assessorato e Sindaci?
Se la cessazione della dottoressa Murgia era stata comunicata già il 16 giugno, quale soluzione è stata discussa e quali impegni sono stati assunti per evitare che Nurallao rimanesse senza Medico di Medicina Generale?
E ancora:
come intende l’Azienda affrontare concretamente il problema delle sedi carenti?
Quali soluzioni straordinarie intende mettere in campo per garantire ai cittadini dei piccoli Comuni il diritto alla continuità dell’assistenza primaria?
Non è più sufficiente prendere atto delle carenze quando queste producono il disservizio.
Serve programmazione.
Serve tempestività.
Serve confronto con i territori.
E serve, soprattutto, la consapevolezza che dietro ogni sede carente ci sono persone, famiglie e comunità che hanno diritto alla stessa qualità e continuità dell’assistenza sanitaria.
Il Comitato continuerà a chiedere risposte precise e documentate.
Attendiamo, come sempre.
Ma questa volta con una rabbia ancora maggiore.”












